Tavernola – IL CASO CEMENTIFICIO: la palla ai creditori L’agonia di Sacci e il credito comunale

 

 

La situazione è in evoluzione. Non si sa verso che cosa. Ecco i fatti: il Tribunale ha accettato l’offerta della Buzzi di 74 milioni per l’acquisto di 5 stabilimenti della Saccoi, tra cui Tavernola. Tutto fatto? Per niente. Adesso tocca all’assemblea dei creditori dare l’ok alla compravendita. Deve raggiungere, l’assemblea, il 60% dei creditori, escluso i creditori “privilegiati” che da soli, raggiungerebbero l’80% del totale. Quindi bisogna che il 60% delrestante 20% dei creditori dia l’ok all’offerta della Buzzi. “Ma è tutto fumoso, nel concordato potrebbero poi inserirsi anche altre offerte. Per Tavernola, non lo dice nessuno ma è così, sarebbe meglio che l’offerta venisse da una società estera. Tutte le società italiane, compresa la Buzzi, che hanno già stabilimenti produttori, se comprano, comprano per chiudere. Sarò pessimista ma credo sia così”. L’analisi è della nostra “gola profonda”, che conosce ogni meccanismo del grande gioco del risiko cementifero italiano che, lo ripetiamo, ha un’offerta di soli 18 milioni di tonnellate di cemento a fronte di una produzione potenziale degli stabilimenti italiani di 45 milioni di tonnellate. Quindi un produttore italiano ha interesse a chiudere, non a rilanciare. I tempi si allungano, la situazione si ingarbuglia…

SUL NUMERO IN EDICOLA DA VENERDI’ 9 OTTOBRE