LOVERE – Valvendra: ci siamo, lavori finiti. Trello al via. In primavera via Nazionale, Cornasola e viale Dante

393

In questi giorni si stanno concludendo i lavori nella parte alta del conoide della Valvendra interessanti la parte di valle compreso tra via Golgi e via Davine dove, nel tratto successivo alla strettoia, sono stati realizzati nuovi manufatti dedicati alla captazione e smaltimento delle  acque di scorrimento superficiale; tale intervento consentirà di convogliare correttamente le acque piovane nell’alveo del torrente, mentre attualmente, soprattutto in caso di piogge intense, attraverso via Celeri e via Zitti raggiungono il lungolago e in più   di una occasione hanno invaso abitazioni ed attività commerciali. A completamento di questo intervento, è stato posto a dimora anche un rallentatore/deviatore del flusso delle acque provenienti dalla superficie stradale. Per i  lavori nella valle, dopo   il   taglio   della   vegetazione, sono state realizzate le  opere  volte  da  un lato alla stabilizzazione  dei  versanti mediante interventi di ingegneria   naturalistica  ed ambientalmente compatibili come la palificata di consolidamento del versante destro nei punti a maggior rischio di dissesto, al fine di prevenire ed impedire futuri fenomeni di smottamento. In questo manufatto la funzione strutturale è svolta dal legname, in associazione al materiale vegetale. Quest’ultimo con il passare di alcuni decenni, con lo sviluppo e l’azione rinsaldante dell’apparato radicale, andrà a sostituire la funzione di sostegno e consolidamento del legno da costruzione, che nel frattempo si degrada per l’azione combinata dei diversi fattori. Tale opera consente un rafforzamento duraturo ed un buon inserimento ambientale all’interno del paesaggio, moderando così l’impatto sia a livello estetico che naturalistico. In altre zone si sono realizzate altre opere naturalistiche quali fascinate, palizzate, viminate, georeti. Dall’altro lato sono stati fatti interventi di regimazione idraulica della valle al fine di ridurre al minimo la possibilità di innesco dei processi erosivi. Per perseguire tale scopo è stata ripristinata la geometria dell’alveo in ogni sua parte, garantendo al contempo il suo consolidamento, tramite la realizzazione di un fondo di scorrimento delle acque e scogliere in massi al piede dell’alveo. Infatti si è voluto assicurare la presenza di un alveo ben​ definito   che   possa   anche   integrarsi   con   il   contesto   in   cui   si   trova, mantenendo un aspetto il più possibile naturale.

SUL NUMERO IN EDICOLA DAL 17 DICEMBRE

pubblicità