VALCAVALLINA – VIABILITA’ Statale 42, luci (poche) e ombre (tante): la variante, le rotonde. E sulle terze corsie…

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Statale 42 della Val Cavallina, alcune decine di chilometri di strada “infernale”, tristemente famosa per le lunghe code e gli incidenti mortali. Un’arteria fondamentale per la parte orientale della provincia di Bergamo, la Val Camonica e il Lago d’Iseo. I problemi della SS42 sono arcinoti, ma a volte sembrano irrisolvibili.

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Ne parliamo con uno che li conosce bene e che da anni fa sentire il grido di dolore di tanti cittadini e automobilisti, Massimiliano Russo del Comitato Statale 42 Val Cavallina.

Parto parlando di un’altra valle. Sono felice per gli amici della Val Brembana che si sia risolta la questione della variante di Zogno. C’è da dire inoltre che tutte le opere stradali nel Patto per la Regione Lombardia sono ormai concluse e in questo – sottolinea Russo – riconosciamo il grande lavoro che ha fatto la Regione e in particolare l’assessore bergamasco Claudia Terzi (che ha la delega alle Infrastrutture e ai Trasporti – ndr). Passando alla nostra Val Cavallina, va sottolineato che è stata fatta la cosa più difficile, cioè finanziare gran parte dell’opera, mi riferisco alla variante di Trescore/Entratico, ma si sta perdendo tempo nella cosa relativamente più facile, che è concludere il progetto. È quindi qui che sta il nocciolo della questione, perché se si tarda nel presentare questo fondamentale progetto, noi rischiamo di rimanere per l’ennesima volta al palo. A differenza di quanto molti pensano, il problema non è reperire i fondi, perché adesso ci sono, ma bisogna arrivare al dunque con il progetto, anche perché altrimenti anche quelli individuati non potranno essere utilizzati. Abbiamo già visto in questi anni come con una progettazione tardiva sia dannosa, basta un cambiamento di legge, oppure l’innalzamento dei costi delle materie prime, come sta avvenendo in questo periodo. E così, le risorse, se stanziate in un tempo troppo distante dall’avvio dei lavori, rischiano di non essere più sufficienti per il progetto originario della variante”.

I riflettori sono puntati sulla variante, opera importante ma probabilmente non risolutiva di tutti i problemi della Statale 42 della Val Cavallina.

È l’opera più rilevante in termini progettuali, ma ci sono interventi altrettanto necessari. Secondo il nostro Comitato, ci si è concentrati troppo su questa variante il cui progetto doveva essere pronto dopo Pasqua, poi dopo settembre, ma adesso siamo a novembre e non c’è ancora nulla. Però, come dicevo, ci sono altri interventi meno costosi ma comunque importanti che potrebbero migliorare la viabilità nella nostra valle. Mi riferisco, in particolare alla realizzazione delle due rotonde, quella alle Terme di Trescore e quella di Borgo di Terzo”…

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