BOSSICO – I due castelli di Bossico e quella pergamena del 1204

Ogni paese un castello, questo almeno nel periodo medioevale in Italia.

Ancora oggi in quasi ogni paese si trova una località, una via che richiama un castello/rocca anche se di fatto non c’è più nulla.

Ancora numerosissimi sono i  castelli sparsi su tutto il territorio nazionale, che richiamano le vestigia del passato, e sovente nascondono anche trame, omicidi eccellenti, vicende romanzate.

Anche a Bossico, nella toponomastica del comune esiste Via Castello e una zona nella parte alta del centro storico è comunemente chiamata “al castel”.

Di fatto però il castello oggi non c’e’ piu’, trasformato e inglobato nel tempo in case di civile abitazione.

Immaginare come fosse, i suoi proprietari, la vita che facevano è assai difficile e sconfina nel campo delle ipotesi.

Cerchiamo quindi di farle queste ipotesi, senza avere l’ardire di essere degli storici e nemmeno voler scandalizzare gli storici di professione.

Cominciamo a dire che facilmente i castelli di Bossico erano due, uno dei quali è andato dimenticato nel tempo.

Già nel libro di Bossico, Mario Canini da Sovere  accenna  ad un  castello nella zona dell’attuale Via cima Monte.

Piu’ che un castello era probabilmente una torre di avvistamento che collegava in quota con i castelli della Valcamonica, il castello di Ceratello, del Monte Cala (attuale chiesa di S. Giovanni) e i castelli di Sovere e della Valle Seriana.

La Valle Camonica, collegando con il passo Del Tonale e dell’Aprica al Trentino e alla Valtellina, era sovente sottoposta al passaggio degli eserciti stranieri che venivano in Italia.

Nella storia di Lovere si cita spesso l’onere di sostenere e mantenere eserciti e soldataglie di passaggio, che non giravano con il “servizio mensa” al seguito ma che si approvvigionavano dove passavano con frequenti ruberie, saccheggi e vessazioni alla popolazione…

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