ALBINO – IL CASO – La ‘ciclabile colabrodo’ e quei due ponti di legno chiusi. Bufera social

Povera pista ciclopedonale della Valle Seriana… molto frequentata, ma invecchiata troppo velocemente e diventata un ‘colabrodo’. Ci riferiamo, in particolare, ai ponti/passerelle in legno che consentono a pedoni e ciclisti di passare sopra il fiume Serio. Ponti in legno che sono ammalorati e non sicuri. Ponti in legno che spesso e volentieri vengono chiusi per rischio crollo e sono bisognosi di periodici interventi di manutenzione per evitare il peggio.

L’ultima volta è accaduto pochi giorni fa, quando mercoledì 9 giugno il comandante della Polizia Locale di Albino, nonché responsabile dell’Area 4, ha disposto una ordinanza per chiudere immediatamente due ponti in legno sul territorio comunale albinese, nella zona della frazione Comenduno (la più vicina alla Media Valle Seriana). Le travi portanti dei due ponti, infatti, erano particolarmente danneggiate e ciò rendeva pericoloso il passaggio di pedoni e ciclisti, come sottolineato dalla relazione fatta da un ingegnere e trasmessa alla Comunità Montana di Valle Seriana. Il comandante della Polizia Locale di Albino non ha quindi potuto far altro che vietare l’accesso ai due ponti pedonali fino a quando i lavori di sistemazione e di messa in sicurezza saranno eseguiti.

Questa vicenda ha scatenato una tempesta social, dopo che l’assessore al Bilancio e al Commercio del Comune di Albino Davide Zanga ha postato un suo commento, facendo interessanti paragoni storici.

I romani costruivano ponti in pietra e cosi è avvenuto per secoli, i quali sorreggono tutt’oggi il traffico pedonale e veicolare, e ci sono ancora. In piena rivoluzione industriale si costruirono ponti in acciaio, per farci passar sopra veicoli e treni, con portate di svariate tonnellate, e ci sono ancora. Poi arriviamo ai giorni nostri e si costruiscono ponti pedonali, rigorosamente in legno lamellare, per il rispetto della bioarchitettura, del paesaggio, dell’ecologia. E li chiudiamo per rischio crollo. Amen”.

La ‘provocazione zanghiana’ ha fatto riflettere molte persone (tra l’altro, lui opera nel settore delle costruzioni edili, quindi sa quel che dice), che hanno commentato in modo polemico o ironico.

Il prossimo passo saranno i ponti di sabbia. Poi si passerà direttamente al corso di nuoto”, scrive uno. “Ma ha senso ha fare ponti in legno? Io non me ne intendo assolutamente, ma mi sembra che durino il tempo di tre stagioni. È una mia impressione?”, scrive un altro…

SUL NUMERO IN EDICOLA DA VENERDI’ 18 GIUGNO