Sono residenti a Gaverina e Scanzorosciate gli indagati per la morte di Bonomelli: narcotizzato e rapinato

1465

Matteo Gherardi, 33 anni, il padre Luigi, 68 anni, Jasmine Gervasoni, 23 anni, fidanzata di Matteo, e Omar Poretti, 24 anni, amico della coppia. Sono questi i nomi delle quattro persone che ieri sono state arrestate con l’accusa di aver ucciso l’imprenditore bergamasco Angelo Bonomelli.

Si tratta infatti di omicidio volontario per il Pm Chiara Monzio Compagnoni, con il movente che si è concretizzato in una rapina da forse mille, duemila euro e gocce – probabilmente – di Rivotril (un farmaco per le crisi epilettiche) usato per drogare Bonomelli, 80 anni compiuti ad aprile, il cui cuore non ha retto.

Torniamo ai colpevoli. In carcere sono finiti Matteo Gherardi, 33 anni, precedenti, anche penali, specifici (risulta abbia una condanna per rapine commesse narcotizzando le parti offese); il padre Luigi, 68 anni, con precedenti di polizia per truffa; la fidanzata 23enne di Matteo, Jasmine Gervasoni, che ha avuto guai per truffa e furto; l’amico Omar Poretti, 24 anni, pure lui già noto ai tribunali per rapina e droga. I Gherardi e Gervasoni si erano da poco trasferiti a Gaverina Terme. Li assiste l’avvocato Roberta Zucchinali. Omar Poretti, di Scanzorosciate, difeso dall’avvocato Luca Bosisio, è figlio di Giuseppe, l’agricoltore condannato all’ergastolo per avere ucciso a fucilate, nel 2006, due suoi ex operai rumeni che reclamavano soldi.

La ricostruzione dei fatti

Nel tardo pomeriggio di martedì 8 novembre Angelo Bonomelli ha incontrato Matteo Gherardi, presunto social media manager, in un bar di Entratico. I due dovevano parlare di un ipotetico rilancio social della Villa Ortensie, la struttura termale di Sant’Omobono di proprietà dell’imprenditore. Gli altri tre li hanno raggiunti poco dopo e tutti insieme si sono intrattenuti all’esterno del bar, sorseggiando delle bibite. In quella di Bonomelli era stato disciolto un farmaco che si utilizza per le crisi epilettiche. Come mostrano le telecamere del bar, l’imprenditore ha accusato un malore pochi minuti dopo. I quattro l’hanno sorretto e portato alla sua auto, una Fiat Freemont parcheggiata poco distante. Caricato in macchina, uno dei quattro si è messo alla guida e ha portato l’anziano privo di sensi in un parcheggio vicino. Gli altri lo hanno raggiunto con una Polo e hanno sottratto a Bonomelli l’orologio d’oro che aveva al polso, i contanti nel portafoglio e il cellulare. Il gruppo se n’è poi andato lasciando l’anziano all’interno dell’auto.

Il figlio dell’imprenditore, Emanuele Bonomelli, la sera stessa ha sporto denuncia ai Carabinieri, preoccupato perchè il padre non aveva fatto rientro a casa. I militari della Compagnia di Bergamo hanno avviato le ricerche: la Fiat Freemont è stata ritrovata mercoledì mattina, all’interno il corpo era riverso tra il sedile del guidatore e quello del passeggero. Agli inquirenti non sono però sfuggite alcune anomalie che nonostante non ci fossero segni di violenza hanno subito fatto pensare che non fosse morto a causa di un malore. Le indagini nelle ore successive hanno infatti portato all’identificazione e all’arresto in flagranza dei quattro presunti responsabili.

pubblicità