Diana, la bimba morì 1-2 giorni prima del rientro della madre

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Foto Ansa

La piccola Diana Pifferi è morta 1-2 giorni prima del rientro a casa della madre Alessia Pifferi, che si trovava a Leffe dal compagno.

La bimba di quasi un anno e mezzo era stata lasciata sola nell’appartamento di via Parea, a Milano, per sei giorni, tra il tardo pomeriggio del 14 luglio scorso e la mattina del 20.

La conferma del dato temporale sul decesso, già indicativamente emerso nelle prime fasi degli accertamenti, è arrivata, a quanto si è saputo, dagli esiti degli esami autoptici che nei prossimi giorni saranno depositati con una relazione finale completa agli inquirenti.

Una consulenza affidata ad un pool medico legale e disposta a fine luglio dalla Procura nelle indagini per omicidio volontario aggravato a carico della 37enne, in carcere da quasi 4 mesi.

Non è escluso, tra l’altro, che da ulteriori analisi possa arrivare anche una collocazione temporale più precisa riguardo alla morte di Diana, che è avvenuta per disidratazione. “Per stenti”, ha scritto nell’imputazione il pm Francesco De Tommasi, titolare con la collega Rosaria Stagnaro dell’inchiesta condotta dalla Squadra mobile.

Gli accertamenti tossicologici hanno già stabilito che alla bimba vennero fatte assumere benzodiazepine e per questo i vicini non l’avrebbero sentita piangere in quei giorni. La madre se ne andò a casa del compagno (non padre della bimba) a Leffe, lasciandole un biberon di latte.

Non lontano dal letto è stato trovato un flacone di tranquillanti, che comunque non avrebbero contribuito a causare la morte. Il 18 luglio la donna tornò anche a Milano per alcune ore, ma non passò mai a casa fino al 20.

Nelle scorse settimane erano inoltre emerse delle chat tra la madre Alessia Pifferi e un uomo residente a Cenate Sopra che hanno fatto pensare ad abusi nei confronti della piccola.

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