LEFFE – Nascere in un bagno e morire di stenti a 18 mesi

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E’ nata in un bagno, davanti a un water. A Leffe. E’ morta in un lettino pieno di escrementi, sola. In mezzo 18 mesi di nulla o poco più. Il primo mese in ospedale. Due mesi dopo mentre la mamma Alessia Pifferi era a Montecarlo con il compagno, è tornata in ospedale con la nonna per la febbre altissima. Patologia ai reni dovuta al parto prematuro. Diana portava il cognome della mamma e non portava invece nessun tipo di amore materno, quello che sembra scontato avere addosso dal momento che vedi la luce. Del vero papà non si sa nulla, Alessia di lui non ha mai detto nulla. Di Diana c’è solo una fotografia. E basta. Non c’è una festa. Non c’è un battesimo dove essere presa in braccio e coccolata da tutti. Non c’è un bagnetto dove gioca con una papera di gomma. Non c’è la festa del primo compleanno. Non c’è nulla. O forse c’è troppo, quel vuoto, quel baratro che ingoia tutto e fa sentire freddo al cuore.

E gli unici palloncini colorati non li ha avuti per il suo compleanno o per il suo primo dentino, macchè, li ha avuti perché è morta di fame e di sete e di caldo, sola, in un appartamento di Ponte Lambro. Diana a 18 mesi è morta di fame, è morta di sete, piangendo, strappando a morsi un lembo di cuscino, sono strati trovati alcuni resti nel suo stomaco. In una casa sigillata, senza un filo d’aria, senza che nessuno sentisse il suo pianto. …

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