ALZANO LOMBARDO – La Cartolibreria Nani, una storia iniziata nel 1890, dal fondatore Carlo ad Antonio Terzi

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La prima iscrizione risale al 1890, ma forse l’attività era stata avviata anche prima…”. Antonio Terzi è l’attuale titolare della Cartolibreria Nani di Alzano Lombardo, una delle più antiche realtà commerciali della Valle Seriana.

Il lontano 1890 è quindi l’anno della nascita ‘ufficiale’ di questa attività… un altro mondo. Sì, nel 1890 l’Italia era unita da meno di un trentennio, regnava Umberto I di Savoia e a capo del Governo c’era Francesco Crispi (un altro statista, Giovanni Giolitti, era ministro del Tesoro). La Chiesa era guidata da Papa Leone XIII. Il dialetto dominava sull’italiano nella vita di tutti i giorni, così come faceva il latino nelle chiese. Il cinema stava per nascere, mentre per la televisione si sarebbe aspettato ancora a lungo. Le campagne erano uguali a quella descritta nel celebre film ‘L’albero degli zoccoli’ e le strade erano frequentate da carrozze e carretti, non ancora da automobili, camion e moto.

Nel centro storico di questa Alzano in bianco e nero, a due passi dalla basilica di San Martino, c’era già (e c’è tuttora) la cartoleria fondata da Carlo Nani, di cui Antonio Terzi è pronipote. Ed è proprio lui ad accompagnarci in questo viaggio tra passato e presente.

Qui in Via Mazzini c’era l’attività principale, cioè la cartoleria, ma ad Alzano Sopra la famiglia Nani aveva anche un sacchettificio, dove si facevano, ad esempio, i sacchetti per il pane. Sempre nell’attività principale – spiega Antonio – c’erano all’epoca anche la legatoria e la tipografia. Poi, con il passare degli anni e dei decenni, l’azienda è passata di mano in mano, di generazione in generazione. È infatti stata tramandata ai figli di Carlo, poi ai figli dei figli e, nel 1971, quando io avevo un anno, è arrivata a mia mamma Rosalia, che l’ha acquistata dai miei zii. Mia mamma l’ha condotta insieme a mio papà Luigi fino al 1989, quando lei è purtroppo mancata. Mio papà l’ha quindi gestita e io davo una mano, anche se studiavo; poi, dal 1995, sono diventato io il titolare. Adesso, dopo che mio papà è andato in pensione, lavora nella cartolibreria mia moglie Lara, che aveva iniziato da noi come commessa. Poi ci siamo innamorati e ci siamo sposati”.

Per la famiglia di Antonio, infatti, l’espressione ‘casa e bottega’ è calzante. “Avendo la casa a 30 metri di distanza dal nostro luogo di lavoro – sorride – si può dire che la nostra vita è ‘casa e negozio’… Oltre a me e mia moglie, c’è un’altra persona che lavora con noi da tantissimo tempo. Si tratta di Carmen Lussana, la nostra commessa, che è con noi addirittura dal 1976, quando aveva 15 anni. In quel periodo, quando io ero un bambino, Carmen aveva anche il compito di portare noi piccoli avanti e indietro dall’asilo o dalla scuola, oltre al suo lavoro nel negozio. Lei è quindi una delle colonne della Cartolibreria Nani”.

Come è cambiato il vostro lavoro nel corso dei decenni? “I miei ricordi partono dai primi anni Ottanta, perché ho sempre passato molto tempo nel negozio fin da allora. È sicuramente cambiata molto la clientela, come è cambiato anche l’approccio al negozio. Lo dico con un po’ di amarezza, perché negli ultimi anni stiamo assistendo a una competizione sfrenata, ad una ricerca del prezzo più basso; tutto questo danneggia i negozi di vicinato, che devono affrontare la duplice concorrenza della grande distribuzione e degli acquisti on-line. Un tempo la nostra era l’unica possibilità di approvvigionamento per le famiglie di Alzano, mentre oggi non è più così. Vale per noi ma anche per gli altri negozi di vicinato. E vorrei sottolineare una cosa: le nostre attività storiche stanno in piedi grazie alle generazioni passate, perché avendo la proprietà dei locali noi non abbiamo da pagare l’affitto, altrimenti avremmo chiuso da un bel po’ di tempo”.

Queste riflessioni di Antonio Terzi sono legate non solo alla sua attività, ma al suo incarico di presidente della Confesercenti Bergamo, che gli consente di conoscere l’intera realtà del commercio e dell’artigianato della nostra provincia….

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