VILMINORE – INTERVENTO – Se la Scuola dell’obbligo diventa la Scuola dell’incubo

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Lucio Toninelli

Era gennaio, quando un nonno di Vilminore scrisse una lettera (firmata) al Direttore di Araberara, con uno sfogo da nonno, in soccorso a nipoti e famiglie.

“…i bambini tornano a casa con carichi di lavoro inconcepibili e non è raro che passino l’intero pomeriggio a fare compiti e che dopo cena i genitori debbano aiutarli a completarli, fino ad ore in cui sia i ragazzi che le famiglie avrebbero diritto a dormire o svagarsi con altro”.

Era il periodo natalizio e il nonno lamentava, in particolare, l’irragionevole carico di compiti assegnati per le vacanze agli alunni. Così diventavano vacanze (forse) solo per i docenti (quelli senza figli in età scolare), e incubo per bambini e famiglie.

Ebbene, che ne è stato? Curioso di sapere come fossero evolute le cose e se qualcosa fosse cambiato, dopo la lettera che aveva creato un po’ di fibrillazione e il brusio di sommesse domande: “chi è stato? chi sarà il nonno?”, mi sono fatto talpa e ho cominciato a “snasugare” qui e là fra nonni e genitori.

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