VAL SERIANA E VAL DI SCALVE – ESCLUSIVO – Il progetto di rilancio di Colere adesso guarda già verso Lizzola

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La notizia è sottotraccia, una di quelle indiscrezioni che arrivano da lontano, in questo caso dalla metropoli. Ci sarebbero state due riunioni in cui si è discusso del collegamento tra gli impianti sciistici di Colere e quelli di Lizzola. Il tutto farebbe parte del grande progetto avviato da Massimiliano Belingheri con la sua società Rd Impianti che, dopo le lungaggini burocratiche per il bando di gara, adesso vorrebbe partire deciso verso la realizzazione prima di tutto della cabinovia Carbonera-Polzone (anche qui lungaggini burocratiche con il rischio di far saltare la prossima stagione) ma guarda già oltre l’orizzonte scalvino. Il progetto non è più un sogno e un comprensorio sciistico ha bisogno di allargare anche l’offerta di piste da sci.

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Non è un mistero, Massimiliano Belingheri fin dall’inizio l’aveva avanzata come ipotesi di sviluppo, la proposta di collegarsi con Lizzola. Dove gli impianti sono fermi ma sono passati a una cooperativa, “La nuova Lizzola” che però avrebbe difficoltà a fare gli investimenti necessari. Oltre a questo i piccoli impianti non reggono il mercato. Già al Monte Pora si punta a destagionalizzare la stazione, condizionata dalla materia prima, che, una volta tanto non arriva dalla Russia o dall’Ucraina, ma dal cielo. Che di suo però fa le bizze, basta pensare alla prolungata siccità dei mesi scorsi e al grande caldo che stravolge le stagioni.

Ma l’idea di un comprensorio che in prospettiva si allarghi tra le due valli non è nuova.

Un passo (lungo) indietro. Erano i primi anni novanta quando i Comuni di Colere, Vilminore, Valbondione e Gromo avviarono, di concerto con i proprietari degli impianti, un progetto di massima per la realizzazione di un comprensorio sciistico che reggesse la concorrenza delle grandi stazioni sciistiche, con il vantaggio di una distanza dalle città, in particolare da Milano, accettabile per gli appassionati. Meno si viaggia, più si scia. Fu creata una società, la Berghem Ski (che a quel che ci risulta non è ancora stata liquidata), che fece predisporre un progetto di massima, oltre 100 km (ma in prospettiva 200) di piste tra le tre stazioni esistenti, tra loro collegate (piccolo traforo con pista sintetica del Pizzo di Petto). Gli accessi dovevano essere ovviamente da Gromo, Lizzola, Colere. Vilminore cosa c’entrava? Nel progetto l’accesso al comprensorio sarebbe avvenuto da Teveno. Appuntamento in uno studio di Bergamo con due delegati del Ministero. Arrivarono con due valigette “impegnative”. Esordirono con un dato che sorprese tutti: ci sarebbero stati, all’epoca, disponibili per questi progetti di sviluppo di stazioni sciistiche ben 6 miliardi di lire (il progetto. “Ma non siamo riusciti a spendere se non qualche milione, perché i progetti presentati sono poi risultati non condivisi dalle amministrazioni locali. Se tutti i Comuni sono favorevoli, il vostro progetto ha grandi possibilità di essere finanziato…

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