L’INTERVISTA A GIORGIO GORI: “La città è diventata decisamente più attraente e abbiamo guadagnato 12 posti nella qualità della vita. Sono aumentati i flussi turistici, il che porta imprese e nuovo lavoro”

Il sindaco arriva dopo l’incontro natalizio con i dipendenti. E’ un lunedì di lavoro. Fuori le luminarie di una città di “luce”, i mercatini, due scolaresche attente (almeno pare) alle spiegazioni della professoressa davanti alla grande torre con lo scenario di città alta che è uno sfondo naturale da presepe in questo pomeriggio gelato.

Politica: città e “contadi”

Da dove cominciamo? Dall’alto in basso o viceversa a secondo della malizia del lettore.

Chi sostieni tra i candidati alla segreteria nazionale del Pd?

“Vedremo più avanti. Quello che so è che non sarò protagonista di questo congresso, sono molto impegnato sulla città. Avevo promosso, con alcuni altri sindaci, la candidatura di Marco Minniti, adesso questa candidatura non c’è più e quindi dedico pienamente alla città i prossimi mesi”.

Facciamo un salto nel tempo. Tra cinque anni sarà l’Anno Domini 2024, finirai, se vieni rieletto, il secondo mandato. Te la sentirai ancora di fare politica? “Nel 2014 avrei 64 anni… no, credo di no. Direi che se avrò l’opportunità di fare il sindaco per altri cinque anni, nel 2024 avrò svolto il mio… servizio civile, come si fa a prevedere come andranno le cose tra cinque anni… vedrò se avrò ancora voglia ed energia per fare altre cose”.

Ancora un “volo” politico: la Provincia di Bergamo è in mano al centrosinistra, la città anche, Brescia ha rieletto un sindaco di centrosinistra e anche lì la Provincia è di quell’area. Milano anche. Perché questo triangolo di città lombarde vota il centrosinistra mentre a livello nazionale la maggioranza va al centrodestra?

“E’ vero, se la prossima primavera Bergamo votasse ancora per il centrosinistra, Milano, Brescia e Bergamo potrebbero essere indicati come un punto di ripartenza di un centrosinistra moderno”. Sentiamo la definizione di “moderno”, riferito a quest’area. “E’ un centrosinistra in sintonia con i modelli produttivi, capace di tenere insieme modelli di crescita ma anche di equità sociale”.

Beh, il mondo sembra andare in tutt’altra direzione, slogan efficaci e una dose robusta di populismo. “Non siamo quella roba lì. Io credo che gli elettori delle città abbiano maggior senso critico e siano meno disponibili ad accontentarsi di qualche slogan, sono più cosmopoliti, più aperti alla dimensione internazionale, più portati a confrontarsi anche tutti i giorni con le differenze, quindi meno portati a chiudersi, che è un riflesso spesso delle piccole comunità. E’ questa la differenza tra il voto delle città e, diciamo, dei ‘contadi’, dei territori provinciali, delle valli ma anche della bassa pianura. Questa differenza ha premiato molto di più il centrosinistra nelle città e più il centrodestra nei territori extraurbani. Non ci si può fermare lì ovviamente, ma sarebbe un punto di ripartenza anche in prospettiva nazionale… non per me, sia chiaro, ma resto convinto che è dai territori e quindi dai sindaci che conoscono quei territori che noi dobbiamo ripartire”.

La maledizione del 2° mandato

A Bergamo da quasi 30 anni il sindaco uscente non viene rieletto. L’ultimo mi pare sia stato Giorgio Zaccarelli. Poi Galizzi, Vicentini, Veneziani, Bruni e Tentorio non hanno fatto il secondo mandato. E c’è stata in questi due decenni sempre un’alternanza centrosinistra-centrodestra. La prospettiva non è delle migliori…

“Nel calcolo delle probabilità ci sta che questa cabala possa essere smentita. A me piacerebbe”.

Le opere

Per smentirla cosa c’è di meglio delle opere, di un consuntivo di questi anni? Cosa ti proponevi di fare che sei riuscito a fare, cosa non sei riuscito a fare e perché?

“Credo di essere riuscito a fare parecchio, non tutto, ma se consideriamo non solo le opere fatte ma anche quelle in itinere, sono molte. Le opere non sono tutto ma se metti in fila Accademia della Guardia di Finanza, Ospedale, caserma Montelungo, Sant’Agata, Stadio, nuovo palazzo dello sport inserito nel progetto Chorus Life di Bosatelli, la trasformazione del vecchio palazzo dello sport nella nuova sede della Gamec (La Galleria d’arte moderna e contemporanea – n.d.r), la ex Mangimi Moretti… tante cose di cui si parlava da decenni, più il recupero delle aree dismesse, frutto della delibera fatta da noi nel 2015 con la quale abbiamo abbattuto drasticamente gli oneri di urbanizzazione per chi decide di intervenire su aree già urbanizzate e viceversa li abbiamo alzati, gli oneri, per chi vuole intervenire, sempre nell’ambito del Pgt, su aree agricole.

Poi altre opere che non sono della città ma sono importantissime, la Ponte-Montello e  il collegamento con l’aeroporto. Cose o fatte o avviate”.

Il progetto Porta Sud

Uno dice, va be’, cose fatte o avviate, ma c’è qualcosa di significativo per i prossimi cinque anni?

“Altroché: tra le cose da fare ancora penso che la più ambiziosa sia quella di Porta Sud, area da 450 mila mq, la più grande area dismessa della nostra città, su cui abbiamo messo in fila alcune scelte che non sono faraoniche come quelle previste alcuni anni fa, ma proprio per questo fattibili. A tarda primavera avremo il masterplan (Si tratta di un documento di indirizzo strategico sulla programmazione di un territorio, che indica i soggetti interessati, le fonti di finanziamento ecc. – n.d.r.), che verrà messo a gara. E poi la realizzazione a lotti. E questo progetto cambierà la città perché comprende sì le aree a sud ma anche quelle immediatamente a nord, la zona delle autolinee, piazzale degli Alpini, il nodo infrastrutturale della stazione ferroviaria, il collegamento con l’aeroporto, le tramvie della Valle Seriana (e speriamo anche della Val Brembana). Tutto viene ridisegnato. C’è un gruppo di lavoro internazionale che da qui alla primavera deve consegnare questo masterplan. C’è un soggetto realizzatore, selezionato dalle Ferrovie dello Stato, che sta seguendo il tutto. Questa è la grande scommessa dei prossimi anni: se riusciamo a fare questa cosa cambia veramente la città. Poi ci sono anche altre cose, questa mattina ero in riunione per la ex Reggiani, vicino allo stadio. C’è l’area che Italcementi ha lasciato libera in via Camozzi…”.

Favoriti gli investimenti

Tutte iniziative di privati. Il Comune di per sé cosa c’entra? “E’ vero, ma noi siamo quelli che consentono ai privati di fare, è il clima generale che favorisce l’investimento dei privati, non credo che Bosatelli e Percassi avrebbero investito uno 120 milioni, l’altro 35 se non ci fosse stata una condizione complessiva che li ha aiutati a decidere di fare queste opere. La città è diventata decisamente più attraente e proprio oggi c’è la notizia che abbiamo guadagnato 12 posti nella qualità della vita. Siamo in quella condizione dinamica che ci eravamo ripromessi di mettere in moto quando parlavamo di cambio di passo. Sono aumentati molto i flussi turistici, penso che alla fine di quest’anno saremo cresciuti del 60% in quattro anni, il che porta imprese e nuovo lavoro. E la città ospita tanti giovani, l’Università che si era ripromessa di raggiungere 20 mila studenti nel 2020, ha già oggi 22 mila studenti, ha bisogno di nuovi spazi che stiamo cercando studiando soluzioni adeguate. Diciamo che, in un’Italia che vive una condizione di grande incertezza, con la gente che non sa cosa succede, che teme la recessione, a me pare che Bergamo sia una piccola isola abbastanza felice, in cui ci sono ovviamente delle cose che non funzionano, come dappertutto, in cui ci sono delle fasce sociali che sono in sofferenza, come dappertutto. Ma ricordo che in questi anni noi abbiamo raschiato dal bilancio del Comune più di 4 milioni di euro all’anno e siamo arrivati ad aumentare di 4 milioni di euro il budget annuale dei servizi sociali, disabilità, anziani, politiche giovanili, lotta alla dispersione scolastica, sostegno ai poveri. A tutto questo abbiamo dato la priorità.

Quindi quando ti dico di un centrosinistra che punta da una parte sulla crescita ma dall’altra ha a cuore la condizione delle persone più fragili, questa è in pratica la traduzione della possibile ripartenza del centrosinistra di cui parlavo sopra”.

Perché un programma così “semplice” non passa a livello nazionale? “Perché secondo me gestire una città è più facile che gestire un Paese, soprattutto se questo Paese ha 2.300 miliardi di debito pregresso e quindi i margini di manovra sono stretti. E forse perché a livello nazionale diciamo che questa attenzione nei confronti delle categorie sociali e delle persone più in difficoltà non si è avuta abbastanza. Credo che noi abbiamo governato bene, dagli indicatori negativi abbiamo lasciato il Paese con tutti gli indicatori positivi. Però alle persone, soprattutto a quelle che sono più in difficoltà, ma anche al ceto medio che si sente mancare la terra sotto i piedi, noi non abbiamo dimostrato quella vicinanza che altri, usando delle parole d’ordine, semplici, slogan, promesse molto difficili da mantenere, invece hanno fatto credere di avere”.

Parcheggio Fara

Torniamo alle opere. Non hai citato il grande parcheggio della Fara.

“Penso sia una buona cosa. E’ un’opera che abbiamo ereditato e per cui si rischiava di pagare una penale di decine di milioni. Ma noi abbiamo cambiato non il piano economico finanziario che non si poteva toccare visto che era stato sottoscritto un contratto, ma la funzione di quel parcheggio l’abbiamo indirizzata a tutelare città alta, ridurre il traffico privato e facilitare l’accesso ai residenti. Quel parcheggio sarà l’unico spazio di sosta per chi vuol andare in città alta e non è residente. Riusciremo in questo modo a liberare dalle auto alcune piazze storiche come Cittadella e piazza Angelini, le auto dei residenti sulle mura e quando il parcheggio sotto sarà pieno, anziché continuare a far arrivare gente che non troverebbe posto, ci sarà l’avviso in città bassa a Porta Nuova di ‘parcheggio pieno’. Complessivamente sono 460 posti auto, 60 riservati ai residenti, 200 verranno dati ancora in prelazione ai residenti e praticamente avremo a disposizione più di 200 posti per i non residenti, corrispondenti ai parcheggi che si trovano attualmente sulle mura”.

Zona B a Bergamo?

Milano ha adottato la zona C e sta pensando a una zona B con la limitazione di ingresso alle auto inquinanti.

“Le cose che più preoccupano i cittadini oggi sono il traffico e l’inquinamento. Dobbiamo trovare la misura che non sia penalizzante soprattutto per le fasce dei meno abbienti e che favorisca l’uso del mezzo pubblico. In città entrano ogni giorno 80 mila auto. E polveri e inquinamento preoccupano. Guardiamo con interesse quanto si sta facendo a Milano. Per noi la  zona C non ha senso perché la città è troppo piccola, mentre la zona B è interessante con grandi parcheggi in periferia e con un sistema che consente di individuare le auto più inquinanti. Oggi le auto più inquinanti sono le euro 3 e stiamo pensando alla limitazione d’ingresso che poi negli anni futuri passerà alle auto euro 4 e così via”.

Hai pensato a chi potrebbe essere il tuo avversario? “Mi limito a leggere i giornali… Chiunque sia sarà un avversario temibile”.

Il sindaco è atteso da un’altra riunione. Sul Sentierone grandi pacchi dono simbolici e c’è ancora quel gruppo di studenti che adesso va a curiosare ai mercatini in Piazza Dante. Sono già accese le luminarie e dalla tradizionale capanna escono nenie natalizie.