Acquistare arte può essere un investimento?

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Ne parliamo con Di Mano in Mano, che da venticinque anni si occupa, tra le tante altre cose, di vendere arte antica, moderna e contemporanea.

Di Mano in Mano è una realtà milanese conosciuta principalmente per l’attività di sgombero, per i mercatini dell’usato, per la sua selezione di arredi e oggetti di modernariato e antiquariato. Ma la Cooperativa milanese, attiva da ormai 25 anni, si occupa anche di acquistare e vendere arte antica, moderna e contemporanea.

Dopo aver raccolto qualche dato sullo stato di salute del mercato dell’arte abbiamo chiesto ad Adriano Scaglia, socio della Cooperativa e responsabile proprio della divisione arte, se acquistare arte si può ancora considerare una valida alternativa nel ventaglio di tipologie di investimento disponibili, un bene rifugio.

Cos’è un bene rifugio?

Ma partiamo dall’inizio: cos’è un bene rifugio? Come dice il nome stesso, è un bene nel quale potersi rifugiare in caso di periodi di crisi. Può essere un immobile, un gioiello o una borsa di valore, un pezzo d’arte come un dipinto o un arredo di design o, ancora, di antiquariato di un certo periodo storico. È, in sostanza, un bene ad alto valore intrinseco, il cui stesso valore non dovrebbe variare di molto al crescere o diminuire del livello generale dei prezzi, o in seguito ad eventi quali la recente pandemia o i conflitti ai quali stiamo tragicamente assistendo.

Funziona come una sorta di assicurazione che protegge dalla volatilità del mercato. Non solo: in alcuni casi di grave crisi il suo valore potrebbe addirittura aumentare, poiché la grande richiesta di beni “sicuri” in periodi incerti ne potrebbe far lievitare il prezzo.

L’oro è l’esempio più classico di bene rifugio e in periodi di crisi la sua domanda cresce puntualmente.

Acquistare arte è ancora un buon investimento?

Adriano Scaglia, che da più di un ventennio segue da insider per Di Mano in Mano il mercato dell’arte, ci conferma che in molti continuano a scegliere l’arte come bene rifugio.

“Nel periodo immediatamente successivo al Covid, abbiamo assistito a un picco di vendite inedito” spiega Scaglia, “e questo entusiasmo nell’acquisto di opere d’arte era coerente con il bisogno di certezze in un periodo di completa incertezza”.

Ma siccome da allora è passato qualche anno vien da chiedersi: com’è la situazione adesso? A quanto pare cambiano le modalità ma non cambia la sostanza.

Secondo la piattaforma Artprice.com, nel 2023 stiamo assistendo a una maggiore cautela riguardo a grossi investimenti nel mondo dell’arte e i compratori sono in generale più prudenti. Il valore delle transazioni globali è diminuito del 14% rispetto al picco del 2022, per un totale di 14,9 miliardi di dollari che, comunque, misero non è affatto.

Nonostante questo il 2023 detiene il record per numero di transazioni nella storia del mercato globale dell’arte, con un totale di 736.000 transazioni a dimostrazione della resistenza e la vitalità di questo settore.

Acquistare arte da Di Mano in Mano

Affidarsi a esperti è il primo e più importante passo per chi volesse decidere di investire un piccolo o grande gruzzolo nell’arte.

“Rivolgersi a noi significa trovare serietà, esperienza, competenza e onestà”, racconta Scaglia. “La nostra realtà ha 25 anni di storia. Venticinque lunghi anni durante i quali Di Mano in Mano è cresciuta come azienda ed ha acquisito esperienze specializzate per i diversi settori in cui opera. Oggi abbiamo un intero team dedicato solo all’arte, team che è in costante formazione. E abbiamo costruito una fitta rete di rapporti con professionisti specializzati con i quali ci confrontiamo costantemente, e che ci affiancano nelle valutazioni, qualora ci fosse la necessità di approfondimenti specifici”.

“Dietro a ogni opera d’arte c’è un minuzioso studio dello stato di conservazione e una accurata ricerca di mercato che garantisce all’acquirente una corretta valutazione economica del pezzo che vuole acquistare.

Questo per dire che chi si rivolge a noi per un’opera d’arte ha la sicurezza di cosa sta acquistando”.

“Del doman non c’è certezza” e gli ultimi anni, purtroppo, ce lo hanno dimostrato. Ma se in periodi di crisi alcuni scelgono di acquistare beni per proteggere il proprio capitale, altri lo fanno anche perché l’arte è un bene di cui si può, quotidianamente, godere.

E’ un aspetto più intimistico ma non meno importante quando si parla di arte come bene rifugio. Soprattutto in periodi di sconforto, sfiducia e incertezza come è stata la pandemia e come sono attualmente i numerosi conflitti in atto. L’opera d’arte è un piacere per il presente in grado di migliorare la qualità della vita. I pezzi d’arte sono oggetti vivi che conservano il loro valore storico ed emozionale, portatori di messaggi universali che sono in grado di resistere al tempo, alle mode e anche, soprattutto, alle crisi globali”.

Vi invitiamo a sfogliare il catalogo di arte sul sito di ‘Di Mano in Mano’

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