BERGAMO – CHIESA – E dopo Beschi scatta l’attacco a Tremolada, Vescovo di Brescia, sempre da parte dei preti

E dopo Bergamo tocca a Brescia. Il malumore di alcuni preti comincia a essere perlomeno strano, in redazione è arrivata un’altra lettera, questa volta indirizzata ai Vicari Episcopali bresciani sulla scia di quella mandata qualche giorno fa da una ventina di preti bergamaschi. Lettera che poi è stata accompagnata da una visita in redazione da parte di alcuni preti, cosa che si è ripetuta anche con Brescia:

*  *  *

“Spettabile Direttore, pubblichi l’insoddisfazione dei preti bresciani che si sentono presi per i fondelli dagli incapaci vicari episcopali voluti dal vescovo Pierantonio. Speravano nella dignità di monsignori ma Roma ha risposto picche. Da qui la lettera aperta ai vicari episcopali di un gruppo di preti.

*  *  *

Lettera aperta ai Vicari Episcopali

Reverendi, ci giunge la poco felice notizia, per voi scelti a particolari incarichi Diocesi, della non accettata richiesta da parte della Santa Sede, della dignità ecclesiastica di cappellani di Sua Santità che doveva essere conferita, quanto prima, a tutti voi. Il titolo di Monsignore si può comunque acquisire per altre forme che il nostro Vescovo saprà ben portare avanti ed adempiere col valido aiuto della Cancelleria. Se non per ‘ratione personae’ almeno per ‘ratione loci’, è buona cosa che tutti voi possiate presenziare in pubblico con insegne che ben evidenzino la vostra governance ed il vostro prestigio. Senza arrivare a dovervi vedere insigniti di croci pettorali, tutta la Diocesi sta aspettando qualche speciale nomina che vi dia la possibilità di vestire un po’ in rosso. Ben si sa che nessuno di voi sta cercando onorificenze. Una volta però ricevute le si possono mostrare. Vi si augura di tutto cuore che le possiate quanto prima ottenere. Ricordatevi bene che sono ‘durante munere’ e che terminato l’incarico si devono abbandonare.

La circostanza è opportuna per ricordare a tutti voi bresciani che il termine Baüscia è un vocabolo dialettale utilizzato nel XX Secolo nella zona della Brianza, in particolare modo a Lissone (città storica del mobile e dell’arredamento). E’ inoltre un vocabolo dialettale, attestato in area lombarda, atto a designare una persona che si dà delle aree, uno sbruffone. Baüscia indica in senso ironico anche una tipologia di piccolo imprenditore che non ama collaborare o condividere decisioni, tipicamente è un soggetto che vuole decidere e intervenire sempre….

SUL NUMERO IN EDICOLA DA VENERDI’ 26 LUGLIO