Anselmo Campa, sempre più probabile l’ipotesi di omicidio, quei ‘difficili’ rapporti familiari

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Il cranio fracassato, il corpo riverso a terra in una pozza di sangue, tra il soggiorno e la cucina. È questa la scena terrificante che si è presentata agli occhi degli amici di Anselmo Campa, imprenditore di 56 anni, ucciso nel suo appartamento di Grumello del Monte. Siamo al civico 56 di via Nembrini, nella zona della stazione ferroviaria. Viveva qui Anselmo Campa dopo la separazione avvenuta un anno fa dalla seconda moglie, Sara, 48 anni di Grumello, con cui aveva due figlie, Federica e Noemi, di 21 e 13 anni.

Ogni giorno Campa faceva tappa al Circolo Arci del paese, martedì aveva detto agli amici che si sarebbero visti per Inter – Milan, ma lui non è mai arrivato. Pensavano avesse cambiato idea, ma si sono insospettiti quando non si è presentato nemmeno il giorno successivo per riverniciare le sponde di legno del campo da bocce. A quel punto la decisione di raggiungerlo telefonicamente, ma senza risposta. Il gruppetto di amici ha deciso di recarsi a casa, trovandolo a terra con profonde ferite alla testa.

Anselmo Campa avrebbe compiuto 57 anni tra pochi mesi, era originario di Cividino di Castelli Calepio, ed era imprenditore come il padre, fondatore della ‘Trattamenti Termici e Galvanici Srl’ di Cologne, in provincia di Brescia, che aveva ereditato e aveva gestito con la sorella e il cognato. Secondo le prime ricostruzioni pare che i rapporti tra lui e i familiari non fossero dei migliori, tanto che Campa si era ritirato dalla gestione diretta dell’azienda da circa un anno e stava trattando la vendita delle quote.

Come riporta Bergamonews, sempre all’interno della famiglia si troverebbero altre piste. In particolare nel rapporto che Campa aveva con la ex, Sara, che da tempo conviveva con un ragazzo di origine marocchina molto più giovane di lei. La relazione, secondo gli amici di Anselmo, non era finita bene e l’uomo non si sarebbe dimostrato “morbido” verso la ex compagna. Al punto che, proprio al circolo Arci, alcuni mesi fa si sarebbe verificato un episodio dai toni accesi: il nuovo compagno della ex moglie sarebbe entrato nel bar minacciando di morte Campa.

Il gestore e i presenti avrebbero allontanato il ragazzo. Ma a far insospettire chi conosceva Anselmo ci sarebbe anche il rapporto con il compagno della figlia Federica, un altro giovane d’origine magrebina, che non lasciava tranquillo Campa per via della relazione burrascosa tra i fidanzati. Il giovane inoltre avrebbe avuto di recente a disposizione un’automobile di proprietà del 56enne e che all’inizio della settimana Campa aveva deciso di vendere a un conoscente.

I carabinieri del Comando provinciale di Bergamo, coordinati dal pm Maria Esposito, indagano con l’ipotesi di omicidio aggravato e dicono di «vagliare e approfondire tutte le ipotesi, non escludendosi quella di un furto in casa finito male. Allo stato non vi sono piste privilegiate da seguire ed approfondire». Anselmo Campa aveva ancora addosso il portafoglio (con pochi contanti perché usava molto la carta di credito) e il cellulare, e in casa c’erano le chiavi della sua Range Rover Velar che era parcheggiata davanti al palazzo.

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