ALBINO – VIAGGIO NEI ‘LUOGHI FANTASMA’ – L’Albino abbandonata: dal ‘Quartiere (S)Fiorito al Villaggio Honegger, fino all’ex monastero di Sant’Anna

Fabbriche chiuse e abbandonate, quartieri popolari, dove un tempo pulsava la vita, ormai dismessi e fatiscenti, centri storici decadenti. Sono testimoni del tempo che passa, di una società che cambia e si trasforma, e chiedono quasi inesorabilmente di poter rivivere ancora.

Il ‘Quartiere Fiorito’ (ma sarebbe più corretto chiamarlo ‘Sfiorito’, è un luogo fantasma, si trova ad Albino in pieno centro, vicino al Municipio e dietro la farmacia centrale. Costruito nel 1974, era un quartiere popolare di buon livello, ben tenuto, con diversi spazi verdi e ospitava 70 famiglie, tutte in affitto. Nell’agosto del 2011 tutti gli inquilini del quartiere hanno ricevuto una raccomandata dalla società proprietaria dell’immobile che li informava che alla scadenza il contratto non sarebbe stato rinnovato e nel giro di un paio d’anni tutte le famiglie sono uscite. I motivi di questa disdetta non sono mai stati spiegati, ma resta il fatto che da più di dieci anni il Quartiere Fiorito è vuoto e in stato di abbandono.

Di immobili abbandonati o decadenti ad Albino ce ne sono parecchi. Dopo il fallimento della ditta Honegger, avvenuto nel 2014, oltre alla fabbrica sono in stato di abbandono anche tutti gli immobili della società: il Villaggio Honegger, uno dei più bei complessi di archeologia industriale della provincia, che si trova all’inizio di via Duca d’Aosta e che ospitava 30 famiglie, le cinque cascine di Piazzo, due delle quali sono state vendute di recente, e i terreni circostanti.

La galleria sopra il supermercato Gigante, che era stata un centro commerciale, è stata chiusa negli anni scorsi. Un altro immobile in stato di abbandono è quello dell’ex monastero di Sant’Anna. Di proprietà delle suore, nel 2000 è stato venduto ad una immobiliare: il progetto di edificazione approvato era stato bloccato dalla Sovrintendenza; nel 2008 è stato presentato un altro progetto ridimensionato con minori volumetrie, ma a causa della crisi economica i lavori non sono mai iniziati. Ora il complesso di Sant’Anna è in forte degrado e all’interno ci sono stati diversi atti di vandalismo.

Palazzo Servalli si trova ad inizio di via Mazzini, dove c’è il parco: è chiuso e lo vogliono vendere. Era una villa di campagna di fine ‘700 dei conti Spini. 

Tutti questi antichi edifici e quartieri albinesi, ora abbandonati, potrebbero però avere ancora un futuro.

Abbiamo contattato Giuseppe Amico, dell’agenzia immobiliare ‘Seriana Case’ che è presente in Valle Seriana con due sedi, una ad Albino e una a Ranica: “Il mercato immobiliare ad Albino e nel resto della Valle Seriana si è ripreso da più di due anni perché molte persone, soprattutto dopo il Covid, si sono accorte che gli immobili comprati non erano case che facevano per loro e che il classico trilocale da 75-80 metri non bastava più. Adesso si cercano case più grandi con terrazzo, giardino e la terza camera per fare lo studio o per lavorare in smart working. È un vero peccato che ad Albino ci siano tanti immobili in stato di abbandono. Dovrebbero essere riqualificati dando una innovazione sia dal punto di vista tecnologico che dei servizi, con una progettazione importante ed intelligente per far sì che Albino riesca ad avere davvero uno status di città…

SUL NUMERO IN EDICOLA DA VENERDI’ 8 OTTOBRE