Valbondione Una ragazza di 13 anni denuncia un immigrato: violenza privata. Paese che diventa una polveriera. Ecco cosa è successo veramente: pubblichiamo la denuncia

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Si potrà dir tutto tranne che Valbondione è un paese tranquillo. Checchè ne dica la neosindaca. Dopo tutto quello che è successo nei mesi scorsi, dall’ex sindaco Benvenuto Morandi all’ex onorevole Sergio Piffari, passando per la stazione di sci,

in questi giorni la situazione è anche peggiorata. Perché una famiglia di Lizzola ha sporto denuncia alla stazione dei carabinieri di Ardesio contro un immigrato per ‘violenza privata’ nei confronti di una ragazzina tredicenne del paese. Il clima è surriscaldato e la tensione è alle stelle. Tensione in tutti sensi, in eccesso e in difetto. Perché quello che siamo in grado di riportare è il testo della denuncia. E nonostante quello che è circolato in questi giorni anche sui social network il racconto della ragazza non fa trasparire violenza. Comunque ecco cosa è successo veramente. E’ il 13 aprile quando dai carabinieri di Ardesio si presentano i genitori di una ragazzina di 13 anni, con loro anche la ragazza che racconta: “L’11 aprile alle 14,45 ho utilizzato da Lizzola a Valbondione il servizio di auto pullman per recarmi a trovare delle mie amiche a Valbondione. Accomodatemi in un sedile vuoto, poco prima che l’autobus partisse, si è seduto in parte a me un ragazzo di colore dell’età presumibile di 20 anni, alto circa 175 capelli corti e ricci, labbra sporgenti con barba curata con tagli ai lati, vestito con una felpa gialla e un paio di jeans e occhiali da sole. Appena partito il mezzo, il ragazzo parlando solo in inglese, mi ha chiesto il nome e io gli ho risposto con un nome falso Alessia. ha continuato a parlare con me chiedendomi se conoscevo tale C., (la quale era stata a sua volta avvicinata al parco giochi di Lizzola due giorni prima)…

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