Chi ha ucciso Laura Bigoni Prima condannato e poi assolto l’ex fidanzato

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    Vent’anni dopo. Primo agosto 1993. Laura Bigoni oggi avrebbe 43 anni, ne aveva solo 23 quel primo di agosto, l’ultimo della sua vita. Vent’anni dopo quel delitto è uffcialmente irrisolto, come tanti, come troppi. Ma a Clusone se ne parla ancora. Vent’anni dopo, su quello strano triangolo amoroso che mise in scena un dramma, il sipario non è mai calato. Il delitto va ad aumentare il conto dei casi che non hanno un assassino con nome e cognome, archiviati senza un colpevole con una madre e un padre che ancora, ogni giorno si chiedono perché. Era il 1993 e Clusone allora ballava in Collina, che Collina sta per Collina Verde, la discoteca dove si passavano le calde serate estive, fra un drink e un po’ di dance che allora tirava ancora. E sullo sfondo l’amore, o presunto tale, che quello non cala mai, non tramonta, va sempre di moda, anche vent’anni dopo, a maggior ragione vent’anni dopo. I sogni infranti di Laura Laura vive a Milano, lavora come addetta comunale alle pulizie ma ha un sogno in testa, aprire uno studio d’estetista, lei che ci tiene ad apparire, lei che ci tiene alla sua bellezza. E proprio da un’estetista Laura incontra Jimmy, che era andato a farsi una lampada abbronzante, colpo di fulmine. Due anni intensi, raccontò chi li conosceva bene, forte attrazione fsica sino all’inizio di quella maledetta estate del 1993 quando qualcosa si rompe e il rapporto diventa burrascoso. Jimmy (Gian Maria Negri Bevilacqua) ha un’altra ragazza e non dice nulla a Laura, ma Laura lo scopre e cominciano a litigare. Jimmy, 25 anni, elettricista con un sogno ben preciso, diventare vigile del fuoco, lui che fno ad allora faceva il pompiere volontario. Jimmy racconta a Laura di dover andare a Roma per un corso per diventare vigile del fuoco ma a Roma Jimmy non andrà mai, se ne va invece al mare con la sua nuova ragazza, Laura lo scopre e succede il fnimondo e scopre anche che Jimmy sta mettendo su casa per sposarla: lei è Vanna Scaricabarozzi, ha 25 anni, due in più di Laura ed è di Cesano Maderno. Laura sta male, soffre, intervengono i genitori che parlano anche con i genitori di Jimmy, telefonate calde e burrascose, la storia deve fnire, i genitori di Laura sono arrabbiati, sedotta e presa in giro, così non va. Sembra che Laura voglia chiudere la storia ma Jimmy non vuole e le promette che lascerà Vanna per sposare lei. E intanto le chiede di convivere con lui. Laura ci pensa, non sa cosa fare, ma i genitori la convincono ad andare a Clusone, dove hanno un appartamento in un complesso edilizio di Via Mazzini. I genitori sperano che così Laura lo dimentichi ma Jimmy non cede, quasi ogni giorno si infla nella sua Y10 e sale a Clusone, 110 km per stare un po’ con lei. Il delitto nella notte E sabato 31 luglio fno alle sette di sera è ancora lì, poi l’ennesima litigata e al posto di rientrare a Milano, Jmmy va da Vanna a Cesano. Sembra il copione di una sceneggiata di vecchie commedie boccaccesche anni ’70 e invece il giorno dopo la commedia precipita in tragedia. Laura viene trovata morta sul suo letto, nove coltellate, quattro alla gola, una più profonda al petto e le altre giù verso il ventre fno all’ultima all’inguine che apre un grosso squarcio nella zona perineale. Secondo i periti il colpo fnale della lama è lo sfregio tipico di un delitto a sfondo sessuale. Ma non fnisce qui, l’assassino ha spruzzato il materasso con una bomboletta di lacca e gli ha dato fuoco per cercare di bruciare il cadavere. Ed è qualcuno che sa che la lacca prende fuoco facilmente, magari appunto un pompiere o aspirante vigile del fuoco. L’allarme scatta all’alba quando un vicino vede il fumo uscire dall’appartamento. Il cadavere di Laura viene trovato dallo zio che chiama i carabinieri. Ma le indagini secondo qualcuno partirebbero troppo tardi, la casa viene messa sotto sequestro solo qualche ora dopo e intanto c’è un continuo andirivieni di persone che fniranno per inquinare l’inchiesta. Il medico che esegue l’autopsia stabilisce che Laura è stata uccisa mentre era stesa sul letto, con solo la maglietta addosso. Quindi conosceva l’assassino. Il primo colpo le trafgge il polmone e, secondo il medico, a quel punto subisce un forte choc che le impedisce qualsiasi reazione. Il materasso è pieno di sangue ma nessuno schizzo sulle pareti, solo due gocce sul tappeto del bagno, portate secondo il medico dall’assassino. Laura era distesa a letto perché i colpi sono netti, se fosse stata in piedi sarebbe caduta e gli altri colpi non sarebbero stati così precisi. L’ipotesi quindi è che fosse seminuda con qualcuno che conosceva bene, non ci sono nemmeno segni di scasso alla porta, quindi è stato fatto entrare da lei o era entrato prima di lei con le chiavi. Dalla cucina risultano spariti un coltello da cucina, una collana e un braccialetto di poco valore. Niente omicidio per rapina quindi. Sul comodino vicino al letto c’è un biglietto con un numero di telefono. Nel bagno vengono prelevati capelli che non sono di Laura, il numero di telefono è quello di un ragazzo di 23 anni di Endine, Marco Conti, defnito dai giornali il biondino (ma non era affatto biondo), tornitore. Il “biondino” E’ l’ultimo ad aver visto Laura viva. Infatti, dopo essere stata in compagnia di Jimmy fno alle sette di sera circa, Laura quel sabato va in Collina Verde accompagnata dal vicino di casa Pietro Serturini che fa il parcheggiatore nella discoteca e dalla moglie Teresa. Laura in discoteca incontra Marco che poco dopo mezzanotte la accompagna a casa. Appena arrivano al portone che porta al piccolo condominio vedono la luce accesa nell’appartamento, secondo Marco Laura non si spaventa, anzi, dice a Marco che è meglio che non salga. Così vanno in pineta e fanno l’amore, poi tornano a casa di Laura per passare la notte insieme, la luce è spenta e mentre Marco parcheggia l’auto, Laura sale, Marco era d’accordo con Laura di seguirla qualche minuto dopo ma quando arriva alla porta dell’appartamento trova la porta chiusa. Suona e risuona ma non apre nessuno. Non capisce ma non si preoccupa, ha già fatto l’amore con Laura e se ne va. Quella notte qualcuno ha notato proprio sotto la villetta un taxi di Milano, una Croma gialla ferma sulla strada provinciale. Una giovane barista passando in auto alle tre e mezza sostiene di aver visto in strada una donna, o meglio la sagoma di ‘un’ombra femminile’. Pietro e Teresa, il parcheggiatore e sua moglie, che l’avevano accompagnata e abitano vicino a lei quando rientrano non notano nulla. L’unico che dice di aver visto qualcosa è però uno che racconta di aver visto il… fantasma di una donna accoltellata. L’omicida era in casa Il paese fnisce sotto i rifettori, arrivano i media e i curiosi, il magistrato punta il dito contro Jimmy anche perché i due capelli trovati in bagno ‘sarebbero fortemente compatibili’ con i suoi. Intanto il taxista misterioso della Croma non si trova, vengono anche trovati pezzi di jeans bruciati del vicino di casa e la moglie del vicino racconta anche che Laura nei giorni precedenti aveva ricevuto a casa alcuni uomini. Ma il teorema indiziario è tutto su Jimmy. Secondo l’accusa Laura rientra dal Collina Verde con Marco e vede la luce accesa, per dire a Marco di tornare più tardi fa pensare che sapesse che non fossero i genitori ad attenderla ma qualcuno che prima o poi si sarebbe stancato di aspettarla. Quando rientra in casa trova qualcuno di cui non ha paura, perché chiude a chiave e l’omicida conosce la casa di Clusone perché il cancello della villetta di notte è chiuso a chiave. C’è anche però un’altra entrata, un cortiletto sul retro che può conoscere solo chi frequenta la casa. E Jimmy sapeva anche che la chiave dell’appartamento era nascosta dietro il contatore del metano del cortile. La bomboletta di lacca Jimmy che malgrado tradisca Laura è molto geloso, potrebbe aver visto Laura con Marco. A quel punto aspetta che torni Laura e la uccide e ci sono due elementi a favore dell’accusa. Il primo è che solo un pompiere poteva sapere che con una bomboletta di lacca si può dar fuoco a un corpo. Il secondo è che i capelli trovati nel bidet e sul lavandino sono caduto dopo l’omicidio, perché Laura prima di andare a letto era stata in bagno a lavare gli slip e a stenderli. E il fatto che non ci fossero impronte digitali sulla bomboletta o macchie di sangue per le scale signifca che l’assassino era determinato e non un maniaco improvvisato.

    Quel caldo agosto del 1993

    Questa la ricostruzione, giorno per giorno, dei fatti, delle ipotesi e delle dicerie nei giorni immediatamente successivi al delitto, che Araberara pubblicò sul numero di settembre del 1993. • 1 AGOSTO – È domenica mattina. Alle sette gli zii vanno a chiamare Laura, dove ha un appartamento in via Mazzini, 80. Erano d’accordo di fare una gita in montagna. Esce del fumo dall’appartamento. La ragazza viene trovata uccisa a coltellate. Il materasso cova il fuoco del tentativo di incendiarIo. Si apre così il caso di Laura Bigoni che per tutti i giornali e le TV diventerà uno dei «gialli dell’estate». In serata interrogate dai Carabinieri varie persone, tra cui l’ex fdanzato di Laura. Laura era a Clusone da sabato 24 luglio, prima con il padre Angiolino di 53 anni, la mamma Maria Facchi di 49 anni, la sorella Luciana di 24 anni. Avevano partecipato a un matrimonio di una parente. I genitori e la sorella erano tornati a Milano (dove i genitori sono titolari della portineria di uno stabile in cui abita anche l’attore Dario Fo) e Laura era rimasta a Clusone. Dalle prime indagini si sa soltanto che le ultime ore Laura le ha trascorse presso la discoteca «Collina Verde» di Clusone, dove era stata accompagnata da Pietro Serturini, 63 anni, il custode del parcheggio del locale, che abita al piano terra dello stabile di via Mazzini. • 2 AGOSTO – Si ricostruiscono i movimenti della ragazza: è stata nella discoteca del «Collina Verde» di Clusone. Si viene a sapere che è stata accompagnata a casa da un giovane, defnito dai giornali e TV «il biondino» (si scoprirà che non è affatto biondo). L’ex fdanzato, un giovane elettricista milanese nell’interrogatorio fornisce un alibi: ha dormito a casa della sua «nuova» fdanzata (che poi è sempre rimasta tale anche durante la relazione del giovane con Laura). Laura e il giovane di Endine (conoscenza occasionale) tornano a casa ma vedono le luci accese e così se ne vanno in pineta a fare l’amore. • 3 AGOSTO – Viene rivelato il nome del giovane che ha accompagnato Laura a casa la notte del delitto. E’ un giovane di Endine, Marco Conti, 23 anni, che i giornali continueranno a defnire «Il biondino degli orecchini». Al Sostituto Procuratore Maria Vittoria Isella che interroga Marco Conti, avrebbe raccontato che dopo aver visto la luce ed essere andati a fare un giro in pineta, i due giovani sarebbero tornati e avendo visto le luci spente, Laura sarebbe salita mentre Marco parcheggiava l’auto. Avrebbe poi suonato il campanello per richiamare l’attenzione di Laura ma, non rispondendo. nessuno, se ne sarebbe andato. E proprio nell’allontanarsi avrebbe sforato un’ombra, una persona che lo avrebbe addirittura poi inseguito in auto per le strade di Clusone. Un altro giovane parla addirittura di minacce verbali da parte dell’assassino al giovane di Endine che così sarebbe scappato. Pietro Serturini a sua volta avrebbe confermato di essere tornato a casa alle 4 del mattino, dopo il lavoro. Emerge anche il fatto che Laura Bigoni risultava «fdanzata» con Gian Maria Negri Bevilacqua, detto Jimmy, un giovane milanese di 25 anni che è stato visto a Clusone. In tarda serata interrogata anche la «nuova» fdanzata di Jimmy. Un giornale parla di «gioielli rubati» e di un «abito bianco» sparito dall’appartamento. Per non parlare degli anni attribuiti ai protagonisti (loro malgrado) del «giallo di Clusone» che variano da giornale a giornale. Si fruga, si gettano sospetti, si scandaglia la vita familiare anche dei testimoni. Una ragazza, Cinzia, che lavora al Bar “Liberty”, rincasando, avrebbe notato una ragazza ferma in via Mazzini. C’entra qualcosa? • 4 AGOSTO – Il «giallo di Clusone» tiene le prime pagine dei giornali nazionali accanto alla notizia dell’approvazione della nuova legge elettorale, all’incidente al giocatore Gianluigi Lentini, all’ictus che ha colpito Federico Fellini e alla notizia che il pane e il latte saranno a prezzo libero. Si viene a conoscenza che il giovane milanese, chiamato Jimmy, elettricista di 25 anni, forse era a Clusone la sera del delitto, perlomeno fno alle 19. Si chiama Vanna Scaricabarozzi, 25 anni, la fdanzata di Jimmy. Dov’era Jimmy la sera del delitto? A casa con Vanna, secondo la versione dei due, dopo essere tornato da Clusone dove avrebbe salutato Laura verso le 19. Viene chiesto il silenzio stampa. Viene interrogato anche un giovane clusonese che poi risulta del tutto estraneo alla vicenda. Dalla cucina dell’appartamento sarebbe sparito anche un coltello. Una vicina avrebbe sentito il ticchettio di tacchi a spillo, nella notte del delitto. Ma Laura non portava scarpe con tacchi. Una complice dell’assassino? La luce vista da Laura e Marco sarebbe stata quella del corridoio e non dell’appartamento di Laura. E ancora: ci sarebbe un episodio curioso di un paio di pantaloni che Pietro Serturini avrebbe ordinato alla moglie Teresa di bruciare, in quanto qualcuno gli avrebbe orinato addosso mentre era al lavoro. • 5 AGOSTO – Arrestato Gian Maria Negri Bevilacqua, 25 anni, elettricista, milanese, detto Jimmy, fdanzato, di Laura Bigoni (la vittima) e di Vanna Scaricabarozzi, 25 anni, assistente in uno studio odontoiatrico, che rimane indagata per «favoreggiamento». Jimmy si dichiara innocente. Il suo alibi si basa sulla testimonianza di Vanna che sostiene che ha dormito con lei dall’una alle sei della notte del delitto. Testimonianze di poca importanza raccolte tra i vicini di casa: una donna affermerebbe di essere stata investita dal getto di una bomboletta spray mentre scendeva in bagno (esterno all’appartamento). La luce accesa non sarebbe stata quella del corridoio ma proprio quella dell’appartamento. Nel pomeriggio i funerali di Laura Bigoni a Clusone. Viene sepolta nella tomba della famiglia Facchi, la famiglia della madre. • 6 AGOSTO – Dopo il fermo di Jimmy ‘vi sono altre due o tre ipotesi’ afferma il Sostituto Procuratore Maria Vittoria Isella che indaga sull’omicidio. Toccherà al GIP Galileo D’Agostino decidere se confermare il fermo di Gian Maria Negri Bevilacqua. Sono stati nove i colpi di coltello inferti a Laura Bigoni, cinque dei quali alla gola. • 7 AGOSTO – Il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) Galileo D’Agostino interroga per 4 ore Jimmy in carcere alla presenza degli avvocati difensori: non confermato il fermo ma la «custodia cautelare» di quattro mesi. L’alibi si basa sulla dichiarazione di Vanna che sostiene di aver trascorso al cinema la serata a Cesano Maderno, guardando ‘Guardia del Corpo’ e poi alla festa della Lega Nord, poi in pizzeria einfne a casa di Vanna. Vanna è indagata per favoreggiamento. Pare che Jimmy sia uscito alle sei del mattino per andare a far benzina per prepararsi alla gita al lago. • 8 AGOSTO – E in isolamento Gian Maria Negri Bevilacqua nel carcere di via Gleno a Bergamo. Il padre di Vanna Scaricabarozzi, la fdanzata «uffciale» di Jimmy, afferma ‘che “sua fglia «non è mai stata a Clusone e che è sincera”. • 9 AGOSTO – Interrogato il padre di Gian Maria Negri Bevilacqua. Il Sostituto Procuratore dott.ssa Isella precisa che non si segue solo la pista dell’ex fdanzato di Laura Bigoni. Saranno esaminati i pantaloni del giovane, sui quali ci sarebbe una piccola macchia ‘presumibilmente ematica’ cioè di sangue. Intanto Marco Conti, il giovane di Endine, è stato nuovamente sentito come testimone nella Caserma di Via delle Valli a Bergamo. Secondo una voce Vanna Scaricabarozzi avrebbe potuto seguire Jimmy a Clusone nella notte del delitto, dall’una alle sei della notte del delitto. • 10 AGOSTO – Vanna sostiene di aver ‘dormito profondamente’ dall’una alle sei la notte del delitto. Altri interrogatori nella Caserma dei Carabinieri di Bergamo e di Clusone: sentita la sorella di Jimmy, Cristina e altri 25 possibili testimoni tra i conoscenti di Laura. L’avvocato Saponara e il colonnello Girone: sono fantasie alcune notizie dei giornali. Ma tutto sembra ruotare attorno all’alibi del giovane rinchiuso nel carcere di via Gleno a Bergamo dal 5 agosto. • 11 AGOSTO – Tra le tante ombre della notte clusonese c’era anche un’automobile con una persona a bordo notata nei pressi di Via Mazzini la notte del delitto? L’Eco di Bergamo pubblica una lettera di Luciano Serturini, fglio di Pietro Serturini, l’uomo che lavora alla discoteca «CollinaVerde» come parcheggiatore in cui lamenta come «molti giornali si siano distinti più per l’approssimazione e lo stravolgimento dei fatti, che per il rigore e l’obiettività di quanto divulgano», ipotizzando come unica soluzione il «silenzio stampa legislativamente imposto, per lo meno sino ad un determinato stadio del procedimento penale» e annunciando per le «illazioni di cui è stato pesantemente ed ingiustamente fatto oggetto» il padre di aver sporto denuncia”. Marco Conti, il giovane di Endine, accusa di ricevere telefonate a casa: “Chiedono di me e poi riattaccano”. Lamenta: «Ormai in paese non si fa che parlare di me, malelingue, pettegolezzi. Sono stato sentito come testimone… Ma sono sempre tormentato da giornalisti che mi aspettano sottocasa». Poi racconta che avrebbe visto un uomo tra i 45 e i 50 anni nel porticato interno della casa dove abitava Laura: “Ho pensato che fosse il padre di Laura e mi sono allontanato in fretta”. A Milano interrogate le amiche di Laura e perquisita minuziosamente la sua abitazione. • 12 AGOSTO – Il giallo sembra affdato all’identifcazione di quell’«ombra» che il giovane di Endine, Marco Conti, che ha accompagnato a casa Laura Bigoni la notte del delitto, avrebbe indicato in un uomo tra i 45 e i 50 anni. L’ombra sarebbe stata vista anche da un altro testimone di cui non viene rivelato il nome, presentandosi spontaneamente agli inquirenti. Questa «ombra» si aggiunge a quella «ragazza» vista da Cinzia, del Bar “Liberty”, in via Mazzini verso le 3.30 di domenica mattina e forse non piangeva, come era sembrato, forse era solo di passaggio. Vengono ascoltati come testimoni anche gli amici di Laura che l’hanno incontrata nell’ultima settimana prima di morire. Laura era stata narcotizzata prima di morire? Secondo un giornale si aspetterebbe la perizia tossicologica sui bicchieri trovati nell’appartamento. • 13 AGOSTO – L’avvocato difensore di Gian Maria Negri Bevilacqua, Michele Saponara, presenta ricorso di scarcerazione al Tribunale della Libertà. Il giudice delle indagini Preliminari Galileo D’Agostino ha fssato in 4 mesi il termine massimo di custodia cautelare di Jimmy accusato di aver ucciso Laura. • 14 AGOSTO – L’avvocato Michele Saponara protesta con il Sostituto Procuratore della Repubblica Maria Vittoria Isella per il divieto ai genitori di Jimmy (in carcere a Bergamo dal 5 agosto) di ricevere la visita dei suoi genitori. La dott.ssa Isella replica che non c’è mai stata richiesta scritta. Si attendono i risultati defnitivi dell’autopsia sul cadavere di Laura Bigoni. • 15 AGOSTO – Due testimoni segreti: uno a Clusone avrebbe visto la stessa «ombra» notata da Marco Conti. Ha visto anche l’inseguimento successivo che il giovane di Endine sostiene di avere subìto per le strade della città? Il secondo testimone di Binzago (Cesano Maderno) ha raccontato i movimenti di Vanna Scaricabarozzi e Gian Maria Negri Bevilacqua detto Jimmy la mattina del l° agosto: contrasterebbero con quelli che i due giovani hanno raccontato. • 16 AGOSTO – Il Tribunale della Libertà si riunirà soltanto il 20 settembre per vagliare la situazione indiziaria di Gian Maria Negri Bevilacqua. • 17 AGOSTO – La madre di Vanna Scaricabarozzi, in un’intervista a L’Eco di Bergamo, conferma la versione della fglia. La sera antecedente la notte del delitto era stata in pizzeria, poi al cinema, quindi alla festa della Lega e infne con Jimmy. Sostiene che la fglia non è mai stata a Clusone e non sa neppure quale strada si debba prendere. Fissata un’udienza per le perizie psichiatriche dei due giovani. • 18 AGOSTO – Si cerca il coltello del delitto lungo le sponde del Serio e si cercano eventuali testimonianze dei casellanti dell’autostrada Bergamo-Milano. Gli inquirenti sono quindi più che mai convinti nel seguire la pista della colpevolezza del giovane milanese che sarebbe andato e tornato da Clusone nella notte del delitto. • 19 AGOSTO – Presentata richiesta scritta del padre di Jimmy per un colloquio della madre col fglio. Nessun risultato dalle ricerche dell’arma del delitto lungo le sponde del Serio (in secca per la siccità). • 20 AGOSTO – Sui giornali esplodono i nuovi «gialli» dell’estate ormai arrivati a dieci vittime. Quello di Laura Bigoni è tra i misteri «irrisolti». • 24 AGOSTO – Nuove testimonianze: un taxi giallo targato MI avrebbe sostato a lungo in via Mazzini la notte del delitto con due persone a bordo. Come mai non si è fatto vivo il tassista?

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