IL CASO Ponte Nossa: quella partita di pallavolo con insulti, è finita a squadre miste… Una lezione per i genitori maleducati

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Quando giocavano a pallavolo le ragazze di una cinquantina d’anni fa, quorum ego, l’unica intrusione genitoriale nel mondo sportivo era la domanda che le madri ci facevano al ritorno di ogni partita: E gliùra, com’éla po’ ‘ndàcia? Se rispondevamo che avevamo vinto, sorridevano; in caso contrario, si limitavano a un Pòta, ‘s vèd che chi ótre i éra pö bràe… Tutto qui, senza ulteriori commenti, anche perché né i padri né tanto meno le madri, a quei tempi, si sarebbero mai sognati di seguire da vicino le gesta sportive dei loro pargoli e delle loro pargole né tantomeno di accompagnarli nelle trasferte. Anni dopo, madre a mia volta di una figlia con la passione del calcio, ho sempre seguito l’esempio dei miei Vecchi: un po’ perché il calcio non mi è mai piaciuto, ma soprattutto perché pensavo, e penso tuttora, che lo spazio dello sport debba essere, per i ragazzi che crescono, uno spazio in cui “misurarsi” con i coetanei e con se stessi senza interferenze genitoriali di sorta. E infatti mi era molto piaciuto, quando l’avevo letto sul giornale, l’intervento pubblico di un parroco torinese il quale, dopo aver constatato che la presenza dei genitori “disturbava il leale e corretto svolgimento delle partite”, aveva raccomandato loro di starsene a casa, o comunque di dedicarsi a qualcos’altro quando i loro figli giocavano all’Oratorio.

Evidentemente non la pensano così tutti i genitori delle piccole atlete ed atleti della Nossese e del Cene che due settimane fa, durante una partita del campionato Under 13, nella palestra di Ponte Nossa, sono venuti alle mani in seguito agli apprezzamenti negativi nei riguardi dei maschi schierati dalla squadra mista (con regolare autorizzazione della Fipav): offese che hanno scaldato gli animi di padri e madri e scatenato un parapiglia, con conseguente sospensione della partita e intervento dei carabinieri a riportare la calma.

Il direttore sportivo del settore volley dell’U.S. Nossese, Stefano Brignoli, si dice stanco di polemiche e di pubblicità negativa: “I mass-media, compresi quelli nazionali, hanno gonfiato a dismisura un episodio da nulla: in tribuna c’era un centinaio di genitori a seguire la partita, può capitare che tra di essi ce ne sia un paio di maleducati…

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