senza ombra né orma

    La vita sembra spoglia in questo luglio diverso. Il sole scalda lo stesso, scalda come sempre, siamo noi che ci siamo fatti una corazza in questi mesi e i raggi filtrano poco. Ed è strano rimettersi in viaggio fra poche ore per andare a prendermi un po’ di quel vento che ogni anno mi fa da guscio. Mancheranno tante cose, un po’ mancherai tu, e quei messaggi che mi facevano ridere tanto. E ci provo.

    Senza ombra, né orma, bisogna camminare scalzi, scappare nudi come un fuggitivo senza metaper non essere mai perduti.sprofondare come una bracenella neve,o caderecome cade la pioggia per essere pioggia,cadere senza altra ormache quella stessa caduta.sprofondare, cadereo volare come vola di nudità il ventoscappando dello specchioche ci intrappola in ogni arrivo.

    Sbircio fuori. Come una scacchieradi battaglia navalenon so ancora doveaffonderò,segnerò la strada con la biro neradegli occhie mi porterai in salvosu una terra stanca ma piena di luce. Il filo, la tela,la presa, l’abbandono,tenere, restare, stringere,essere vecchi, piccoli piccoli,tacere, buttarsi… e poi torna la sera. Chissàmai perché, nontornano da tantole rondini a disegnareassenze di pensieri. Ma forse non servono. Come non servono i pensieri. Serviamo noi al mondo. Con la stessa faccia sporca ma piena di speranza che ci ritroviamo ad ogni alba.


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