Lettera a Dio

    Ciao Dio. A dicembre di solito si saluta l’anno che se ne va. Io invece saluto sempre te, perché ti immagino che cambi scenografia tra cielo, stelle, nubi e angioletti, che quest’anno ti sono aumentati a dismisura.Avevo preparato una grande ouvertureper questa preghiera moderna ma ho cancellato tutto. Hai già capito, comunque. Onniscienza del cazzo. Scusa. Comunque. Volevo chiederti se Ti va di fare una cosa per me e per lui che forse dorme già. Volevo chiederti se puoi entrargli dentro ai “sempre” e buttargli via qualche “mai”.Se poi vuoi esagerare, che lo so che ogni tanto sei un po’ teatrale, digli che lui me lo tengo dentro ai sogni e negli scoppi d’allegria.

    Digli che gli voglio bene, non dirmi cosa Ti risponde. Noi umani siamo anche così, siamo così. Solo che a volte sembra che Te ne dimentichi, come quest’anno e lasci che ci buttino addosso tutto quello che passa, come fossimo un bersaglio al Luna Park.

    Ma Tu lassù di Luna Park ne hai a bizzeffe. E mi hai fatto incazzare. Mi fai incazzare. C’entra anche questo quando ci si vuole bene, giusto? A volte sembra che ragioni a senso unico, e non venirmi a dire che poi lassù una spiegazione la trovo. Io la spiegazione la voglio anche quaggiù, non siamo giullari messi qui per non farti annoiare. Non offenderti. E poi puoi sempre rimediare, hai un’eternità davanti per farlo. Noi no. O forse sì. E allora sì, datti da fare e rimonta.

    Ti riconoscerò. Prima o poi. Non so se per le strade di una città qualsiasi o sulle rive di un lago, non lo so dove il destino deciderà di fare capolinea. Ti riconoscerò, sbatterai sul mio cuore senza preavviso, senza nessuna paura, senza fare nulla di straordinario. Per le strade di un paese qualsiasi ti offrirò un Montenegro e lo berremo guardando casa Tua, il cielo. Sulle rive di un lago, guarderemo le barche. Se sarai già sposo, non so bene come funzionano le cose lassù sul fronte sentimentale, bacerò soltanto il Tuo rispetto. Se sarai solo, Ti guarderò negli occhi senza preavviso, senza nessuna paura, senza fare nulla di straordinario.

    Ti riconoscerò. Non so se già in questa vita o nella Tua, non so se sarà zucchero oppure sale, ma ci riconosceremo; tra un secondo o mille anni, tra frammenti di meteore, io non lo so. E intanto Tu convincimi, per le volte in cui porto la vita a spalla come un corpo morto, che si tratta solamente di un bimbo addormentato.