BERZO SAN FERMO – INTERVISTA – Lucio Trapletti e l’ultimo (forse) dei suoi 15 anni da sindaco: “Amo Berzo”

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La prossima primavera, quando i cittadini di Berzo San Fermo torneranno alle urne per le elezioni comunali, potrebbero trovare sulla scheda una grossa novità: tra i candidati sindaci potrebbe mancare il nome di Luciano Trapletti. Già, questo perché la legge vieta più di tre mandati consecutivi per i comuni con meno di 5.000 abitanti e, se non interverranno cambiamenti legislativi al riguardo, l’attuale primo cittadino sarà costretto a farsi da parte.

Lo abbiamo incontrato nell’ufficio che occupa dall’ormai lontano 2009 all’interno del palazzo comunale berzese. Con lui abbiamo fatto il ‘punto della situazione’ a non molti mesi dalla fine del suo terzo mandato quinquennale.

Lucio, il prossimo giugno potresti non essere più sindaco. Se ci fosse però un cambiamento legislativo che consentisse un quarto mandato, ti ricandideresti? “Assolutamente sì. Il cambiamento della legge è una delle richieste che l’Associazione Nazionale Piccoli Comuni, del cui direttivo nazionale faccio parte, ha fatto alle autorità politiche, alla luce delle difficoltà a formare delle liste che molti piccoli comuni hanno avuto nelle ultime elezioni amministrative. Ci sono stati addirittura comuni commissariati perché il sindaco aveva già fatto tre mandati e non era stato trovato un sostituto. È sempre più difficile trovare persone disposte a candidarsi, specialmente nei piccoli comuni. Alla luce di tutto questo, è auspicabile un cambio della legislazione. E, se ci fosse, io mi ricandiderei per un quarto mandato”.

Del resto, se i cittadini fossero stanchi di avere lo stesso sindaco per tanti anni, potrebbero semplicemente non votarlo. “Infatti. Non ci sono limiti di mandato per i parlamentari o i consiglieri regionali, quindi non vedo perché ci sia per i sindaci. Se un’Amministrazione ha ben governato, perché i cittadini non dovrebbero votarla per un nuovo mandato?”.

Quando è nata questa tua passione amministrativa? “L’impegno nel sociale, come volontario, è nato fin dalla terza Media, come semplice bibliotecario, poi con l’impegno in Parrocchia e in Oratorio come animatore. Poi, all’epoca c’erano delle scuole di formazione socio-politica; ho frequentano per tre anni, dal 1996 al 1999, questi corsi organizzati dalla Curia, che erano molto interessanti, bellissimi e che ti davano le basi, dal punto di vista cristiano/cattolico, di quello che era l’impegno politico, l’impegno per il bene comune. erano corsi che purtroppo oggi non ci sono più, e questo è un peccato. Dai corsi che ho frequentato io sono usciti alcuni futuri sindaci”.

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