TAVERNOLA – INTERVISTA AL SINDACO – La versione di Joris: “E’ successo di tutto, anche lo stillicidio del personale. 5 ricorsi al Tar per Gallinarga. La mia passione per la Storia. Mia moglie dice che se mi ricandido sono pazzo. Il cementificio? Va ridimensionato”

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Joris Pezzotti, 63 anni, quasi 4 anni e mezzo da sindaco di Tavernola, 5 anni da vicesindaco, 5 anni in minoranza. Numeri che la dicono lunga su quanto Joris sia legato e innamorato alla sua Tavernola. Il prossimo anno si vota, il 9 giugno, comincia un rush finale impegnativo di cinque anni durissimi: “Già – comincia Joris – siamo arrivati quando è morta tragicamente una persona, poi due annegamenti sulla spiaggia, poi la storia dei rifiuti al Corno, poi c’è stata l’epidemia di meningite e subito dopo il covid e per non farci mancare niente pure la frana. Anni durissimi ma siamo rimasti uniti”.

Quindi se è successo tutto nel primo mandato, se ti candidi nel secondo non puoi che andare in discesa. Joris sorride: “Vediamo, ne parliamo dopo Natale”.

Sei cambiato in questi 4 anni e mezzo? “Ero già vaccinato, nel senso che dopo dieci anni di amministrazione i meccanismi li conoscevo e diciamo che mi ero già ambientato. Sono stati anni dove è davvero successo di tutto, in 10 anni abbiamo avuto 16 avvicendamenti nel personale, in quattro anni e mezzo siamo al settimo tecnico comunale, uno stillicidio lavorare in queste condizioni ma non abbiamo mai mollato”.

Hai imparato a fare il mediatore: “Io di mio sono già un tipo paziente, cerco sempre un compromesso e cerco di mettermi nei panni di chi ho davanti ma fare il sindaco vuol dire anche saper dire di no. Sulla vicenda Gallinarga non ho fatto sconti, era una vicenda vergognosa dove siamo arrivati al quinto ricorso al Tar. Il primo ricorso era stato fatto da alcuni cittadini loveresi e il Tar lo ha respinto spiegando che non avevano interesse diretto. Il secondo ricorso lo ha fatto Legambiente e il Tar aveva risposto che quell’edificazione era passata in consiglio comunale.Iil terzo lo ha fatto il proprietario che tra l’altro aveva chiesto 300.000 euro al sottoscritto, 20.000 euro ogni mese di ritardi, ma il Comune non c’entra niente, è la Sovrintendenza che deve dare le autorizzazioni all’ente. Poi c’è stato il quarto ricorso dove c’è stata una questione per il rilascio delle autorizzazioni, la Sovrintendenza di Brescia sarebbe entrata in questioni non di sua competenza, a questo punto è stato nominato un commissario. E poi c’è stato il quinto ricorso, si cerca di trovare un compromesso tra Comune e proprietario ma intanto in mezzo a tutto questo si sono buttati soldi e tempo”.

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