SAN PAOLO D’ARGON – Centro Polifunzionale accanto alla Cascina Convento, la rivolta dei residenti

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Oltrepassando il portone d’accesso al complesso conosciuto come ‘Cascina Convento’, a San Paolo d’Argon, per un istante sembra quasi che il tempo si sia fermato. Di fronte a noi si apre una grande corte, una di quelle che, in tempi lontani, erano popolate da contadini e animali, da bambini che scorrazzavano da una parte all’altra rincorrendo galline e facendosi inseguire dai cani.

Sulla sinistra c’è un lungo e vecchio edificio agricolo, dove c’erano fienili e stalle. Adesso si vede l’insegna della locale sezione degli Alpini con l’immancabile tricolore. Sopra il lungo tetto compare qualche antenna televisiva (infatti, all’interno sono stati ricavati alcuni piccoli appartamenti).

Alla nostra destra c’è un ampio prato (che non è ben tenuto…) e un altro edificio agricolo più piccolo. Anche quello era un tempo occupato dalle stalle.

Di fronte a noi si erge il lungo edificio residenziale e dietro a questo troneggia il maestoso campanile dell’antico monastero benedettino di San Paolo d’Argon.

Passeggiando nell’ampia e silenziosa corte sembra di essere in un luogo sereno rilassante. Eppure è proprio tra queste mura che da diverse settimane sta montando la protesta dei residenti.

Cosa sta rompendo la rilassatezza della Cascina Convento? A rompere l’incanto è il progetto di realizzazione del Centro polifunzionale voluto dall’Amministrazione comunale, un progetto da un milione e mezzo di euro (finanziato in buona parte da un contributo regionale di un milione di euro) nato grazie ad un accordo trilaterale tra Comune, Parrocchia e Curia che ha portato al passaggio di proprietà di alcuni terreni. Questo Centro polifunzionale sorgerà quindi accanto alla Cascina Convento (lo si vede dal rendering che pubblichiamo in questa pagina, dove si vedono gli attuali edifici e la futura struttura).

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