CENE – L’INTERVISTA L’addio di don Camillo Dopo 19 anni lascia Cene per Albegno

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E’ sempre difficile staccarsi, non è questione di anni, ma di relazioni che vengono instaurate con le persone. Il prete non deve essere un funzionario, ma un pastore. Porto con me l’amore e la storia di tante persone di Cene

L’ottimismo di don Camillo: “Tra sei mesi è primavera!

La casa parrocchiale di Cene è illuminata e scaldata da un sonnolento sole settembrino. La vicina chiesa di San Zenone è ancora imbrigliata dai ponteggi e lì accanto, all’Oratorio, c’è un via vai di ragazzi e adulti. Alcune persone entrano nell’abitazione del parroco di Cene; nella veranda, due volenterosi cenesi stanno sistemando i mobili che don Camillo Brescianini porterà alla sua nuova casa di Albegno, frazione di Treviolo. “Il parroco non c’è, sta confessando in chiesa – spiega una signora, anche lei intenta a preparare il trasloco – ma ormai dovrebbe arrivare”.

Sì, perché don Camillo è fatto così. Quelli che precedono la sua partenza sono giorni frenetici, è impegnato nel trasloco, ma lui non dimentica mai quali sono le priorità di un prete.

E, appunto, l’amministrazione dei sacramenti è una di queste. Un suo parrocchiano ha chiesto di potersi confessare? A differenza di altri preti che, purtroppo, avrebbero risposto “non ho tempo”, il nostro don Camillo ha indossato la tonaca ed è andato in chiesa a confessare….

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