INTERVISTA A CLAUDIA KOLL – “Io non sono sicuramente santa, ma ho sperimentato la misericordia di Dio e il suo amore”

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    ‘Così – non – fanno tutte’, che basta aggiungere un ‘non’ al film che l’ha resa celebre per trovare una Claudia Koll diversa, inseguita da conventi e scuole, da giovani e gruppi che vogliono sentire raccontare la sua ‘conversione’. Lei, icona, del film erotico per eccellenza, quelli per intenderci girati da Tinto Brass, cambia vita e si innamora di un pezzo di croce che diventa Cristo. La intervistiamo dopo qualche giorno di ricerche a vuoto con i suoi collaboratori delle ‘Opere del Padre’ un’associazione creata da Claudia e che la vede anche presidente. Claudia va di fretta, in viaggio lungo lo stivale per parlare, testimoniare e cercare di raccogliere più fedeli possibili attorno alla ‘causa’ di Cristo. Claudia Koll che di vero nome fa Claudia Colacione è nata il 17 maggio del 1965 a Roma ed è entrata nei sogni erotici di milioni italiani nel 1992, poi si è messa a studiare recitazione e ha partecipato a molte fiction tra cui ‘Linda e il brigadiere’, ha presentato il Festival nel 1995, ha lavorato in molti fi lm e alla fi ne, o all’inizio, ha incontrato Dio. Un Dio che probabilmente Claudia cercava un po’ dappertutto, lei che quando è nata è stata affidata a una nonna perché la mamma era malata, lei che è cresciuta con la paura di non essere amata abbastanza, lei che quell’amore lo ha cercato dappertutto e che alla fine le è arrivato addosso un giorno mentre era da sola nella sua stanza. Dove l’ha incontrato Dio per fargli così prepotentemente posto, come San Paolo è caduta da cavallo all’improvviso? “Io credo che la conversione dura tutta la vita, è continua, maturano lentamente, poi arriva magari all’improvviso il cambiamento radicale ma è frutto di qualcosa che da tempo va avanti”. Claudia Koll parla piano, prova a spiegare quello che le è successo: “Una storia con Dio è una storia che comincia subito, sin dalla nascita, quando ero piccola mi ricordo che avevo una sensibilità particolare verso Dio, l’ho persa un poco alla volta, come accade molto spesso a tanti ragazzi, solitamente dopo la cresima, quando smettono di frequentare la chiesa. Poi in un momento di grande sofferenza ho scoperto Cristo, mi ha salvata in un momento difficile, si è innescato un cambiamento che è ancora in corso”. Ho letto da qualche parte che la sua santa di riferimento è Santa Teresa di Lisieux: “All’inizio della mia conversione ho letto la ‘Storia di un’anima’, le vie della semplicità e dell’amore mi hanno sicuramente condizionato. Poi ogni periodo ha un percorso diverso”. Ci sono santi che sembrano privilegiati da Dio, San Paolo Sant’Agostino, Maria Maddalena, santi che hanno avuto un percorso particolare, sembra che Dio li privilegi, si offende se qualcuno paragona il suo percorso a quello di Maria Maddalena? “No, non mi offendo, è un percorso d’amore, io non sono sicuramente santa, ma ho sperimentato la misericordia di Dio e il suo amore”. A volte sembra che Dio possa far comodo quando c’è bisogno di un punto di riferimento, quando c’è smarrimento, quando non si sa più che pesci pigliare: “Ma è giusto così, è nei momenti di difficoltà che è più facile scoprire la potenza di Dio, è quando ci accorgiamo di non potere fare da soli. A volte si vive, in tutti i sensi, al di sopra delle proprie possibilità e a un certo punto ci si rende conto che non si riesce più a star bene, lì ti accorgi di essere lontano da Dio, scopri la tua debolezza, scopri di non potere fare a meno di Dio, inizi a sperimentare Dio, ed è come se aprissi gli occhi per la prima volta e all’improvviso ti rendi conto di non potere andare avanti senza lui”. Dicono che i convertiti siano a volte un po’ fondamentalisti, nel senso che arrivati tardi a Dio sembra che lo vogliano quasi imporre agli altri: “Io nel mio cammino di umanità ho sperimentato con forza la potenza di Dio, ha sconfitto il male che mi assaliva, ho capito che bisogna saper mettere i piedi da una parte o dall’altra, che il compromesso non esiste, o si sta con il bene o con il male, quindi non è fondamentalismo, è capire che non ci sono altre scelte. Le scelte radicali sono obbligate con Dio, mi stringo a Lui e sto con Lui, tutto qui, senza farmi più molte domande”. E allora si comincia a fare missionarizzazione: “Mi viene spontaneo provare ad annunciarlo, a raccontare la mia esperienza con Dio, che non deve essere personale, io cerco di raccontare quello che mi è successo per fare capire l’amore di Dio, non giudico, non condanno, racconto l’annuncio che è un’altra cosa”. Lei era un’icona sexy, quando racconta la sua storia, quando sanno che arriva Claudia Koll non le capita mai di temere di non essere credibile, di sentirsi sorrisini attorno, difficoltà che aveva avuto anche Sant’Agostino, prima la bella vita e poi si è convertito: “Gesù non è venuto per i santi ma per i peccatori, lo dice il vangelo, si sperimenta Cristo quando si pecca, dopo che si ha scoperto la sua potenza, quanto tocca il cuore e sgorga quell’amore che ti lascia stordito”. Quindi quando Gesù dice ‘chi è senza peccato scagli la prima pietra’ e visto che siamo tutti peccatori, vuol dire che Cristo è venuto per tutti? “Sì, siamo tutti bisognosi di vita, nessuno può farne a meno”. Claudia misura le parole, ogni tanto si ferma e ci pensa su, poi riparte, prova a raccontare quello che le è successo, che Claudia lo sa, qualcuno sorride e basta, altri dicono di sì e pensano ad altro, lei non si scompone, con quella voce calda e bassa che fa sembrare ogni parola al momento giusto e al punto giusto. Claudia che da piccola è cresciuta con la nonna. Come è stata la tua infanzia? “Come tutte le infanzie, ho avuto dei momenti belli e altri molto duri, ho alternato momento di gioia a momenti di difficoltà”. Claudia che da piccola aveva un sogno: “Fare l’attrice” e quel sogno si è avverato per poi metterlo da parte e inseguire un altro, quello di Dio. Qual era il tuo modello di attrice? “All’inizio non avevo un modello, poi quando ho studiato alla scuola di recitazione mi sono innamorata di Eleonora Duse, lei che aveva ispirato tutta la recitazione dell’Actor Studio Americana”. In Italia nessun’altra? “No. Anna Magnani è un grande esempio, ma ognuno di noi recita con la propria anima e quindi ha sfumature diverse, quando recito non sono la Magnani e nemmeno cerco di imitarla, sono anime differenti e di conseguenza recitazioni differenti”. Claudia che prima di fare l’attrice frequentava l’università: “Studiavo medicina, ho lasciato per fare il fi lm con Tinto Brass, solo dopo ho cominciato a studiare recitazione. Quella di Tinto Brass fu un’offerta capitata un po’ così tra capo e collo e l’accettai”. E adesso la rinnega? “E’ stata una scelta sbagliata”. Quando capita che riprogrammano il fi lm da qualche parte le dà fastidio, come si sente? “Non lo rifarei più e quindi è chiaro che mi dà fastidio. Lo rinnego anche artisticamente”. Poi dopo la scuola di recitazione Claudia fa altri fi lm: “Non mi sono fermata al fi lm di Brass, ho fatto tante altre cose. Mi è piaciuta molto la parte della moglie di Mussolini”. E poi la folgorazione e l’innamoramento di Dio: “Sei anni fa”. Ho letto che è successo mentre recitava il Padre Nostro, ma cosa è successo? “Ero nella mia stanza e sono stata attaccata da uno spirito del male che mi voleva uccidere, mi voleva stritolare, mi avvolgeva, ero nella stanza da sola, tenevo in mano il crocifisso, l’ho innalzato e ho cominciato a stare bene, in quel momento il Signore era intervenuto”. Quando racconta una storia di questo genere non sente attorno un po’ di scetticissimo? “Non devo convincere per forza nessuno, non che non abbia importanza ma anche Gesù quando annunciava il Padre non sempre era capito, l’uomo se non vuole ascoltare non ascolta e non riconosce Dio”. Lei vive in un mondo, quello del cinema, dove Dio non è proprio in cima ai pensieri di colleghe e colleghi, come vedono la sua scelta? “Credo che gli artisti abbiano una sensibilità particolare, spiccata, possono anche sembrare in tutto un altro mondo ma in realtà sono artisti proprio perché sensibili, conosco molti attori che anche se magari con altre strade e con altre fedi si sono cercati e si stanno cercando una religione, una loro strada. Sono molto predisposti, hanno un grande significato di quello che sono. Soprattutto in teatro ho conosciuto molti attori che magari attraverso altre vie sono alla ricerca di un loro percorso, magari rinnegando la fede cristiana ma cercando qualcosa di grande”. Claudia Koll rimane comunque un’attrice, che film le piacerebbe fare? “Adesso non ho particolari desideri, sto bene così, non mi faccio tante domande”. Impegnata sul fronte solidarietà, Claudia Koll è diventata una trottola: “Sì, cerco di darmi da fare, è nata un’associazione che si chiama ‘Le Opere del Padre’, un’associazione dove fanno parte tanti giovani, io sono il presidente, facciamo solidarietà in giro per il mondo, dove c’è bisogno, assistiamo i malati negli ospedali, andiamo nelle carceri, costruiamo case, scuole, pozzi in Africa, nel Burundi, in Congo. Abbiamo appena costruito una scuola, il prossimo obiettivo è un centro per accogliere disabili”. Negli ultimi tempi si parla tanto delle presunte ingerenze della Chiesa nelle questioni italiane, cosa ne pensa? “La Chiesa parla alle coscienze dell’uomo, è chiamata a parlare alle coscienze, a guidarle, nella Sacra Scrittura d’altronde c’è scritto che se tu non denunci qualcosa di ingiusto sei nel peccato, fai un errore. A qualcuno può piacere o meno ma la Chiesa fa solo quello per cui è nata. Gesù è il capo della Chiesa e se ami Gesù non puoi non amare la Chiesa”. Come vive il rapporto con il denaro che in questo momento sembra dominare il mondo: “Non lo disprezzo perché con il denaro si possono costruire opere di bene, è sbagliato quando si fonda il proprio benessere, la propria sicurezza sul denaro, non possiamo dipendere sempre dal denaro, dobbiamo usarlo per quello che è, c’è un po’ di confusione sul valore del denaro”. La politica non le interessa? “La seguo, è importante ma va vissuta in modo un po’ diverso da come viene proposta oggi, d’altronde Paolo VI diceva che è la più alta forma di carità, adesso però è un periodo che si fa fatica a capirla ma non per questo dobbiamo lasciarla perdere”. Pasqua, ormai ci siamo: “Io la Pasqua la identifico con tutto il periodo della quaresima, è tutto assieme, passione e resurrezione, non riesco a viverla come un giorno solo, come il Natale, nessun momento della Pasqua è staccato dal precedente, è un momento di approfondimento che dura 40 giorni, una scelta d’amore che racchiude tutto e sfocia nella resurrezione”. Alcuni dicono che attorno a lei si è fatto il vuoto, nel senso di offerte per fare l’attrice, proprio per la sua scelta di conversione: “Sono circondata da tantissime persone, giovani e piene di entusiasmo, certo, non è più gente dello spettacolo ma sono felice così. Comunque le offerte non mi mancano, adesso vado in Puglia a recitare a teatro, semplicemente non è più il mio obiettivo principale, ho scelto di dare spazio ad altro. Le proposte tv e di cinema non mi entusiasmano come Dio, quindi non do peso alle varie offerte, mi concentro su altro”. Lei ha presentato anche il Festival di Sanremo con Pippo Baudo e Anna Falchi, il festival è terminato da poche settimane, l’ha visto? “Ero in Africa e avevo altro da fare”. I tempi sono cambiati, anche per Claudia Koll, che come diceva Dante, l’amore può tutto, ‘e move il sole e le altre stelle’. E anche la vita.

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