INCHIESTA Mafia e criminalità. Il dossier che spaventa la bergamasca. I nuovi dati, inchieste e beni confiscati, da Alzano a Lovere

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Ne avevamo già parlato qualche numero fa. Ora ci torniamo, perché nuovi dati e nuovi aggiornamenti raccontano di mafia e criminalità sempre più infiltrata nel tessuto bergamasco. E intanto sono ventisei e i beni e le particelle catastali confiscate alla criminalità organizzata e già assegnati ai Comuni bergamaschi:

5 a Gorlago, 4 a Seriate, 3 a Cornalba, 2 ad Alzano Lombardo, Berbenno, Dalmine, Foppolo, Suisio e Terno d’ Isola, 1 a Brembate e Lovere.

Alcuni di questi hanno già trovato una nuova destinazione, altri sono in attesa di conoscere il loro futuro, che molte volte è frenato dai lunghissimi tempi della burocrazia. Si tratta soprattutto di ville, appartamenti, terreni e capannoni una volta appartenenti alla malavita e ora di proprietà dello Stato, che li usa a fini istituzionali oppure li assegna ai Comuni per scopi sociali.

Ma intanto Libera Bergamo con il suo Osservatorio sulle Mafie aggiorna costantemente i dati con il suo osservatorio sulla mafia. E la nostra zona è punto nevralgico. Ecco alcuni nuovi esempi:

La banda del Ragno tra usura e omertà: Un blitz, cinque arresti, un uomo in fuga. Il 17 aprile 2013 scatta un’operazione contro una banda di bergamaschi dedita a usura, estorsioni, rapine (si contesta persino il piano per un’evasione con esplosivo da un carcere sloveno). Secondo l’accusa, a capeggiarla c’è Giambattista Zambetti, originario di Monasterolo al Castello, soprannominato il “Ragno”, storico rapinatore della Val Cavallina, che sfugge alla cattura: riesce ad accorgersi dell’arrivo dei carabinieri grazie alle undici telecamere che circondano la sua villa a Esmate di Solto Collina, scappa nei boschi dietro casa e si consegna dopo due giorni di latitanza…

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