ESCLUSIVO – IL DIARIO DI IVAN PIANA, UNO DEI 13 MARTIRI DI LOVERE /2 – Le serate loveresi di Ivan Piana, impiegato all’Ilva, studente universitario: “Malgrado però tutte le buone idee di Salvatore, io rimango sempre della mia, cioè che non si vince la guerra a chiacchiere e rimanendo a casa…”

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Sul numero scorso abbiamo pubblicato un assaggio del Diario di Ivan Piana. Siamo venuti a conoscenza e a disposizione del diario donato dai famigliari allo storico Giuliano Fiorani, un diario dove Ivan racconta e si racconta, la paura, i sogni, gli ideali, il viaggio di un ragazzo interrotto troppo presto. Ivan Piana, 19 anni, era nato a Lovere il 24 febbraio 1924, ragioniere, impiegato all’Ilva da un anno, era studente alla facoltà di economia. Fondatore del “Gruppo patriottico giovanile” di Lovere, che ebbe sede nella sua casa, in collaborazione con il compagno Salvatore Conti, e partigiano del “Gruppo Patrioti Loveresi” di Giovanni Brasi.

Il suo percorso verso l’impegno politico emerge da queste pagine. Da un sostanziale disinteresse iniziale, le lunghe serate con gli amici, un amore non corrisposto, il fastidio per un lavoro di “numeri” aridi… poi le prime “confidenze”, la voglia di essere protagonista in qualche modo della guerra in corso, la preoccupazione per un fisico che non glielo consenta, vorrebbe rinunciare alla proroga del servizio militare come studente universitario ed essere arruolato tra gli alpini, il “patriottismo” e la divergenza iniziale con Salvatore Conti che poi morirà con lui. In questi primi appunti riporta sempre la data del conteggio fascista degli anni. Lo interromperà nel diario il 26 luglio del ‘43 motivando l’omissione.

Nel frattempo ecco il primo approccio con Nino Archetti, reduce dalla Russia (piange al suo racconto), forse il vero artefice del cambiamento che porterà Ivan all’impegno diretto con i partigiani. Il diario va letto anche come un percorso di presa di coscienza che da uno scanzonato disimpegno lo porterà a fondare la SAP  loverese (Squadre d’Azione Patriottica) con l’amico Salvatore Conti e a partecipare direttamente alla lotta partigiana.

 

Lunedì  25 – 1 – 43 – XXI°

Questa mattina mi sono recato all’Università dove ho ritirato il libretto e la tessera di immatricolazione ed acquistato alcuni libri di ragioneria. Nel pomeriggio sono stato, per un equivoco, in via Pietro Micca credendo di andare ad assistere alle lezioni in un istituto che doveva esservi, invece poi recandomi di nuovo alla ‘Bocconi’, ho saputo che le lezioni si svolgono regolarmente nei locali dell’Università stessa. Rimasto solo con Salvatore abbiamo continuato a parlare e a farci reciproche confidenze fin verso le 23. Nel corso di queste confidenze è venuta fuori ed è stata si può dire il motivo principale quella tale idea del servizio militare, di patriottismo, di fidanzate, partenze ecc. Malgrado però tutte le buone idee di Salvatore, io rimango sempre della mia, cioè che non si vince la guerra a chiacchiere e rimanendo a casa come spettatori ma che bisogna prendervi parte per avere poi il diritto di goderne i benefici. Insomma, io ho la convinzione di partire presto anche se ciò arrecherà dolore ai miei e interromperà per qualche tempo i miei studi, ma c’è di mezzo lei e nel caso che mi voglia bene non so con che animo partirei”.

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