Sull’orlo di un nuovo settembre

    Restano sul tavolo appunti disordinati che non trovano spazio dentro nessun pensiero. Ogni anno quando ricomincio tutti i buoni propositi finiscono non so dove. Che non so nemmeno se sono buoni i propositi o se è solo roba inutile. Tanto poi il bello è fare quello che senti e basta. Il tepore del vento che cambia è come quelle docce che ti svegliano dopo una notte di baldoria. Ma svegliarsi è sempre bello. Mi sono persa tra troppe parole. E poi succede che mi ritrovo in cima alla lista delle cose che desidero ritrovare. Mi avevano detto che il passato condiziona il futuro, ma non mi avevano detto che vale anche il contrario. il futuro riscrive il passato, come l’ultima pagina di un romanzo trasfigura tutto quello che è stato letto a tal punto che a volte è necessario rileggere. Passo davanti a vetrine che cambiano, magliette a righe lasciano il posto a zaini eastpak per l’inizio scuola, quel profumo intenso di fine estate scuote albe tenui e io in mezzo scopro nuove voglie. E’ sempre questione di appetito; cambia solo ciò di cui siamo affamati. Sull’orlo di un nuovo settembre, ti presterei la mia anima per farti tremare il corpo senza freddo e senza paura. Come quanto ti senti troppo viva, troppo traboccante per vivere tra parentesi. Batti i piedi e cerchi altro, è bello quando mi maltratto di insaziabile vita. Ricomincio. Mi sono dovuta ricostruire e non so neanche se ho messo tutto al posto giusto.