Chi salva e chi si salva

    Ti sbircio come una scacchiera di battaglia navale, non so ancora dove mi affonderai oppure mi disegni una riga sugli occhi, che sembra una biro nera ma è una matita che me li spalanca su quello che voglio vedere. Come svegliarsi all’improvviso dentro una casa piena di luce. La sera prima l’ultimo brindisi in una casa distrutta col cielo sporco di neve e il corpo un po’ liso che cerca spuma e vento per rinnovarsi. Tutti i sensi sono tornati svegli e funzionano. La bocca torna a masticare vita
    La pelle è intasata di vita.
    Un uomo coltiva il suo giardino ascoltando orribili canzoni anni ’60 ma le canta a squarciagola e dipinge il cielo di gioia. Sulla terra esiste la musica e lui se ne è accorto. Una donna riempie borse per la spesa e non ha fretta, cerca con lo sguardo gente con cui parlare di qualsiasi cosa. Basta parlare. Ha la voce e la lingua, sembra l’abbia riscoperto ora dopo mesi, il suono delle parole è anche quello musica.
    Due impiegati bevono un caffè dalla macchinetta e si scambiano ricette strane. Un falegname intaglia un pezzo di legno che prende la forma di qualcosa che ancora non so. In tipografia si stampano pagine colorate. Il camion della spazzatura si infila in ogni angolo e l’uomo vestito di arancio sorride e sbuffa allo stesso tempo. Un ragazzo porta a spasso un cane che ha sonno ma poi si imbatte in una pozzanghera e si mette a saltare felice. Due uomini fuori da un bar chiuso discutono ad alta voce, e poi sembra che litighino e magari litigano anche e stanno mettendo apposto il mondo, e poi se ne vanno ognuno con la propria idea.
    Un prete sbircia fuori dalla Chiesa vuota e poi decide di lasciare la porta aperta, che qui si può entrare sempre e si può anche uscire, e già questo è qualcosa.
    E tutta questa gente senza saperlo si sta salvando e sta salvando gli altri. Mi incendio la vita. Lo faccio subito. Non ne faccio cenere. Ma sorrisi.