A passo di rugiada

    Sbircio fuori. Sbircio fiori. Il mio cuorefa un rumore strano. Disordinato e bello. Come tutte le cose mezze rotte. Si sente forte anche da qui. Seduta sul bordo di non so cosa mentre vado in redazione. Che quando ho così sonno… fanculo questa vita. Fanculo anche la morte. Soffro di sindrome da umore parzialmente seminterrato. Se mi porti un po’ di luce giochiamo ai baci. Gozzoviglio dentro questi giorni instabili come il resto del mondo, sembrano quelle partite di calcio che da piccola giocavamo al parco, Inter contro il resto del mondo, che poi il resto del mondo erano tutte le altre squadre e io che essendo femmina ero regolarmente in porta, ero presa a pallonate da tutti. In questi giorni sarebbe o forse è la festa del mio paese, il Santuario, le bancarelle, le giostre, quel profumo di schisada calda al mattino… non se ne farà nulla, ma io me la festeggio lo stesso, ho imparato accarezzando le cicatrici del mio cuore che quello che conta è continuare a vivere quello che ci fa star bene, anche se non c’è. Che quello che non c’è, quando manca, ha più presenza di quello che c’è. Te lo porti addosso e dentro. Fa compagnia, a volte dà perfino fastidio. Ma c’è.

    Riparto dal presente. E provo ad andare lontano. Che non so se il lontano è vicino. Però è più avanti di me. E questo mi basta. A passo di rugiada. Dove per me è sempre tardi. Poi finisce che ti trovo in un angolo di cielo sdraiato a guardare non so che. Qui luce e buio si sovrappongono senza avvisare nessuno, e forse è giusto così, qui l’esperienza è un inseguirsi di eventi che chiamiamo anni, che gli anni hanno i giorni che vuoi, che quello che vuoi non dovrebbe mai essere legato al tempo ma alla voglia di mangiare ogni attimo che mi resta addosso come un kinder quando ho fame.

    Che abbiamo passato un anno a recintare idee, chiusi in un giardino fiorito, che ci siamo accorti che quei fiori erano quasi tutti crisantemi e non tulipani. Perché da soli non ha senso. Perché adesso vado a spargere il profumo delle nuove piante dappertutto, nei cuori e nelle anime, perché è ora di ripartire.

    Aristea Canini