DARFO – ROGNO – SOLTO COLLINA – Andrea & Gianpy e l’avventura in Panda nel deserto del Marocco: “Le dune, le tempeste di sabbia, la neve e gli sguardi dei bambini”

517

Ci sono avventure che restano nel cuore per sempre. Un po’ come è successo ad Andrea Tonella, 58enne di Darfo Boario Terme, e Gianpietro Bendotti, 51 anni di Solto Collina, a bordo della loro Panda 4×4. Soci in affari, amici da sempre e una passione che li accomuna, quella per i motori. Un’avventura nata per caso, quella del ‘Panda Raid’, che hanno disputato dall’1 al 9 marzo nel bel mezzo del deserto del Marocco: “Una sera di ottobre – dice Andrea – ero a cena con un amico, anche lui appassionato di motori e mi ha raccontato che avrebbe partecipato a questa gara (intende l’altro equipaggio composto da Fabrizio Milesi e Pietro Gualini di Lovere, ndr). Io non ne avevo mai sentito parlare, ma la mattina seguente io e Gianpy eravamo già iscritti”.

Poi abbiamo iniziato a pensare cosa fare – aggiunge Gianpy – perché non avevamo nemmeno la macchina, insomma siamo proprio partiti da zero. L’abbiamo cercata, trovata e fatta su misura per noi grazie all’amico meccanico Mario Dotti della N.D.R. di Montirone, in provincia di Brescia, e gli ultimi dettagli sono stati pronti una settimana prima di partire”.

Allora entriamo nel vivo della gara: “Ci siamo informati poco a dire la verità, abbiamo visto che era una specie di Parigi – Dakar e abbiamo deciso di buttarci – riprende Andrea -. Siamo scesi a Malaga in aereo, mentre la Panda è arrivata con una bisarca, abbiamo fatto tutte le verifiche ad Almeria e poi abbiamo traghettato tutti insieme e siamo andati in Marocco. A bordo c’erano 360 Panda. È una gara di regolarità che consiste nel percorrere un tot di chilometri al giorno con all’interno una prova cronometrata di velocità media; devi rispettare i limiti di velocità imposti nei vari paesi che attraversi, non puoi farti trainare e devi arrivare entro il tempo massimo utile la sera, altrimenti sono previste penalità in classifica. Se la macchina si rompe devi arrangiarti, anche se c’è l’assistenza ufficiale che di notte al campo te la può aggiustare oppure come è successo nel nostro caso, ci sono i privati che ti portano nella loro officina di paese. La sera ci si trova al campo e quando ci si muove si è in un migliaio di persone, si arriva la sera, si mettono i tappeti e le tende… insomma, è come essere in una specie di campeggio dove ci sono docce, servizi igienici e un buffet per mangiare tutti insieme”.

Una settimana molto intensa: “La mattina ci si sveglia molto presto, alle 5 inizi a sentire i primi rumori e quindi ci si alza e alle 5.30 si smonta tutto, si carica la Panda e si parte per la tappa successiva. In tutto abbiamo percorso oltre 2000 chilometri, il giorno più corto è stato di 230 chilometri ma con strade davvero complicate, e il più lungo 520 chilometri”.

SUL NUMERO IN EDICOLA DAL 22 MARZO

pubblicità