BIANZANO Pochi bambini e troppe spese: la Curia chiude l’asilo parrocchiale. La rabbia dei bianzanesi: “Predicano sempre la carità, ma solo a parole” Ma il Comune tenta il tutto per tutto per salvare l’asilo

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Il primo mercoledì di febbraio il lago di Endine è avvolto dalla nebbia. Da Bianzano, volgendo lo sguardo verso il basso, non si può quindi ammirare il solito panorama pittoresco.

Un clima uggioso che ben rispecchia l’umore del piccolo borgo. Sì, perché il giorno prima, il 2 febbraio, da Bergamo Alta, dal palazzo della Curia è arrivata la comunicazione tanto temuta.  Il delegato vescovile per la scuola, mons. Vittorio Bonati, ha ufficializzato la decisione curiale sulla chiusura della scuola dell’infanzia.

Una doccia fredda, gelata, per i 600 abitanti di Bianzano, che nel tanto decantato Anno Santo della Misericordia devono subire una decisione clericale… ben poco misericordiosa! Sì, perché la scuola materna di Bianzano è parrocchiale e l’intera comunità di Bianzano e la stessa Amministrazione Comunale hanno fatto di tutto, nel corso degli anni, per aiutare la loro scuola dell’infanzia. Un impegno della società civile a cui, evidentemente, non è seguito un altrettanto impegno della sfera religiosa. E, infatti, nel piccolo borgo medioevale l’irritazione nei confronti del parroco e della Curia è forte.

E’ vero che i costi dell’asilo sono alti e che i bambini iscritti sono pochi, una decina – dichiara una bianzanese – ma è anche vero che si poteva cercare di tenerlo ancora aperto. Il parroco di prima, quando c’era bisogno di soldi, andava a chiedere in giro e la gente di Bianzano è sempre stata generosa. Se lo scopo è di tenere aperto l’asilo penso che tanti siano disposti ad aprire il borsellino. Anche quando ci sono delle feste, come a Natale, si fa sempre una raccolta fondi per aiutare l’asilo. E’ proprio un peccato chiuderlo”….

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