Perché non lo facciamo noi un giornale? Fatto…

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Di Amelia Scandella

Piero ed io eravamo colleghi e poi amici.

Da sempre arguto e acuto osservatore di accadimenti, Piero li condiva poi con una critica, spesso caustica, oppure li colorava di simpatica ironia…

Settimanalmente lui inviava a Bergamo Oggi, spaccati di vita quotidiana dal titolo “Cronache di estrema provincia”,divenute subito una rubrica attesa da moltissimi lettori.

Il Direttore di allora, Vittorio Feltri, da sempre estimatore della penna di Bonicelli, non mancava mai di elogiare la fluidità e l’ironica freschezza dei suoi contenuti, mai banali.

Nel tempo, entrambi sarebbero diventati i nomi che sono…

Io scrivevo di scuola, di Soccorso Alpino, su richiesta dell’allora presidente indimenticato Rino Olmo, e di altre storie, semplici e all’apparenza irrilevanti, ma che sulla carta stampata diventavano importanti.

Un giorno mi chiamò Ronzoni, redattore capo della Provincia del giornale.

Si congratulò con me per un articolo sulla mostra zootecnica e mi chiese una collaborazione più regolare.

Fu allora che Piero mi disse:”Ma perché non lo facciamo noi, un giornale”?

Come si fa?

Ma che titolo!… è difficile… lo dovrai spiegare.

Il titolo era una filastrocca scalvina e si sa, gli scalvini onorano la propria terra…

Araberara cuncera curnara…

E’ iniziata così, senza p.c., senza cellulare, con la voglia di raccontare, di incontrarsi, di confrontarsi… tutti con la nostra amata Olivetti e con l’entusiasmo alle stelle.

Carla Polloni a casa sua correggeva, impaginava, creava… Crapa Dura e tutti si chiedevano chi si nascondesse dietro quella firma…

Stavamo bene insieme, si scriveva per il piacere di dare valore alla nostra gente…

Ogni giorno il giornale cresceva… Ara berara / cuncera curnara / curnara di spì / curnara di soch/ salta fò / chesto pitoch (Vilminore).

Durante una serata di “gala” presso l’Hotel San Marco,Vittorio Feltri presentava la sua prima creazione ,”l’Indipendente”.

Piero mi diede il libro “Havvi gente buona et laboriosa”, da lui scritto con altri autori, da consegnargli.

Feltri ebbe parole di vera stima e gratitudine… e io lo invitai “in Valle” a mangiare polenta e coniglio.

“Magari, mi rispose, mi piacerebbe davvero…”.

Chissà se oggi accetterebbe un nuovo invito…

Poi è arrivata,Tea, il tornado Tea… con la sua poesia, con la sua risata di vento fresco, il suo dolore… Tea la meraviglia, rivoluzionaria, timida e intrepida…

E il giornale non è più rimasto in Valle, ma si è esteso alle Valli, poi alla Provincia e poi si vedrà…

IN EDICOLA DA VENERDI’ 20 MAGGIO

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