SOVERE – HA VINTO IL GIRO DEL VENETO UNDER 23 – Luca Cretti che studia da campione e sogna il mondiale

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C’è un negozio nel Borgo S. Martino, una di quelle botteghe di un tempo dove trovi tutto e di tutto. In paese (Sovere) lo chiamano “da Gigio”, in onore e ricordo del nonno. Lì i ragazzi delle scuole ci vanno a farsi fare un panino imbottito per la merenda di mezza mattina e la gente del borgo sa di avere un punto di riferimento per ogni evenienza e bisogno.

E’ lì che è cresciuto Luca Cretti, 22 anni compiuti pochi giorni fa, il 30 giugno, “ma non ho festeggiato tanto, perché sono arrivato secondo, anche se però avevo la maglia da leader…”. Già, un secondo posto anche nel campionato italiano under 23. Luca, serve ricordarlo per i nesci, corre in bicicletta e ha vinto due settimane fa il Giro del Veneto. Ha fatto anche la Parigi-Roubaix dei giovani “ma non è nelle mie corde, è piatta, a me piacciono le corse che comprendono anche delle salite”.

Adesso è tornato a casa, “il podio ormai è casa tua” hanno scritto su facebook, dopo un altro secondo posto al Giro del Medio Brenta, per pochi giorni di riposo e poi via al Sestriere, convocato nella nazionale giovanile, allenamenti in altura per poi partecipare a una corsa a tappe in Francia e poi e poi…

Riavvolgiamo il nastro. “Ho fatto la mia prima corsa in bici a 6 anni, era una corsa nei prati in mountain bike e mi è piaciuto. No, in casa nessuno correva in bici. Mi è piaciuto e da allora mi sono appassionato”. Sei sulla soglia del professionismo, l’under 23 è l’anticamera… “E’ un mondo difficile, ci sono poche squadre italiane e pochi posti. Nelle prossime settimane vediamo come vanno le cose…”.

Basti ricordare che al Tour de France di questi giorni ci sono solo sette italiani. “Per forza, se una squadra ha uno sponsor francese, se deve scegliere tra un giovane italiano e uno francese secondo te chi sceglie?”.

Insomma da che in Italia, dopo Pantani, non ci sono più campioni che vanno oltre i confini nazionali, gli sponsor scarseggiano. Si aspetta appunto l’esplosione di un giovane. In una situazione del genere verrebbe da chiederti, ma chi te lo fa fare?

“Lo faccio perché l’ho voluto io e perché mi piace”. Ti alleni ogni giorno. “Sì, in media faccio 100 km al giorno, magari un giorno 30 km, il giorno dopo, 200…”.

Uno sport di fatica che richiede sacrifici. E che ti isola rispetto alle scelte e alle passioni dei tuoi coetanei. “No, c’è tempo per trovarsi con gli amici nel pomeriggio e la sera, tempo libero ce l’ho, ho gli amici che mi sono fatti quando ero al liceo, siamo rimasti amici, sono di Sovere, Lovere, Pisogne, Endine, ci troviamo a raccontarci le nostre cavolate e a bere qualcosa…”….

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