CLUSONE – Quel pasticciaccio della settimana corta, tutti contro tutti, o quasi. La resa dei conti: “Bisogna rispettare il volere dei genitori”

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La matassa è quella da sbrogliare. E ci si prova sino in fondo ma il dato di fatto è che la spaccatura è di quelle che lasciano il segno su tutti i fronti. Malumore in amministrazione comunale, il sindaco Massimo Morstabilini e l’assessore Flavia Bigoni non l’hanno presa bene, malumore (eufemismo) tra i genitori, malumore tra gli insegnanti. Insomma, tutti scontenti e palla al centro. Un breve riassunto e poi partiamo dalla fine: l’amministrazione comunale aveva annunciato da tempo l’intenzione di cominciare il prossimo anno scolastico con la settimana corta, servizio mensa, week end liberi, il tutto per scuole Elementari e Medie. A dicembre si fa un sondaggio tra i genitori, alle Elementari, gli alunni della primaria (con il 68,9%) sia i genitori degli alunni delle medie (con il 70,53%). Le famiglie erano state chiamate ad esprimere il loro parere, ma l’esito del sondaggio non era vincolante. La decisione definitiva spettava al Consiglio d’Istituto (al cui interno ci sono 8 genitori, 7 docenti e il dirigente scolastico). La proposta di settimana corta, se attuata, prevedeva per la primaria lezioni da lunedì̀ a venerdì̀ dalle 8 alle 13 con due rientri pomeridiani (indicativamente lunedì e giovedì fino alle 16) e servizio mensa non obbligatorio e a pagamento gestito dal Comune in un’area esterna alla scuola (all’oratorio o negli spazi della Fondazione Angelo Giudici). Per la secondaria di primo grado, invece, le lezioni sarebbero state da lunedì̀ a venerdì̀ dalle 8 alle 14. Tutto fatto? Macchè…

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