CLUSONE Il caso mirage /1 LA TELEFONATA “Negozi disponibili da 100 mq in su. Venga da noi che le diamo la brochure e parliamo dei prezzi al mq”

200

Adesso i commercianti del Centro Storico hanno qualcosa cui pensare un po’ più grave delle eterne discussioni sugli orari di apertura, sugli eventi più o meno riusciti, sul ruolo della Tusismo Pro Clusone che alcuni di loro vorrebbero votata a procurare loro la spettabile clientela.

Al punto che un ex assessore arriva a commentare: “Fosse andata in porto l’ipotesi del centro commerciale prospettato da Guido Giudici anni fa, oggi i commercianti del centro storico starebbero discutendo di qualcosa di più serio delle loro eterne divisioni”. In realtà del “centro commerciale all’aperto” riferito al centro storico di Clusone e alle sue “botteghe” non resta traccia, nemmeno di quelle “botteghe” che erano arrivate a raccogliere migliaia di firme contro le ipotesi di insediamenti commerciali nel Piano Integrato dell’ex Mirage. E tra quelle firme c’erano quelle dell’attuale sindaco Paolo Olini e dei leghisti d’antan. “Mais où sont les neiges d’antan?”. “I tempi cambiano”, dice il sindaco Olini in Consiglio Comunale e lo ripete al telefono. Ma restano alcuni punti fermi. Ad oggi non c’è al protocollo comunale nessuna richiesta di cambiamento della convenzione che nel complesso ex Mirage non prevede ad oggi, anche un solo metro quadro destinato al commerciale al di fuori dei 1.500 mq del Conad…

SUL NUMERO IN EDICOLA DA VENERDI’ 15 GENNAIO

pubblicità