CHIESA santa, chiesa peccatrice Don Diego e i suoi (con)fratelli Don Euro, don Mercedes e il Vescovo delle ostriche L’altra faccia della Chiesa. Don Antonio, missionario in Bolivia. Diventò il grande nemico dei golpisti

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La Chiesa il problema lo sta affrontando. Una lotta cominciata con Benedetto XVI che ha preso in mano la situazione e continua con Papa Francesco. Cominciamo da qui. Perché quello che andiamo a raccontare sembra più un girone dantesco, di quelli infernali, ed è difficile tentare di raccontare quello che sta succedendo senza rischiare di apparire con l’indice puntato contro qualcuno. Ma le cose vanno raccontate, come ha fatto la Curia di Bergamo nei giorni scorsi quando è scoppiato il caso del parroco di Solza, don Diego Rota, 45 anni, agli arresti domiciliari per aver intrattenuto rapporti sessuali con minori (17enni consenzienti) in cambio di regali, e la Curia ha anticipato tutti con un comunicato dove tra le altre cose scrive: “…desideriamo manifestare la nostra vicinanza a coloro che stanno soffrendo per questa vicenda senza dimenticare nessuno. Siamo consapevoli che situazioni di questo genere creano turbamento in molti e vogliamo con tutto il cuore che la verità e la giustizia si affermino, confidando nell’opera di coloro che sono chiamati a garantirle. Sono molti i motivi che inducono la comunità credente ad una preghiera più intensa, alla quale ci disponiamo in questo momento…”. Don Diego viene descritto dai suoi (ex) parrocchiani come un vulcanico organizzatore di manifestazioni ed eventi. Già a Gorle come Curato, prima di approdare a Solza, ha lasciato rimpianti e ricordi di grande disponibilità. L’unico neo che adesso chi lo ha conosciuto e apprezzato, collega agli ultimi fatti, era quella sua passione per le auto di grossa cilindrata e un certo lusso nell’arredamento della canonica.

3.500 casi di pedofilia

E così mentre proseguono le indagini sul prete bergamasco, nel resto d’Italia e del mondo non è che si sta meglio. Anzi. Cominciamo dai dati. Almeno quelli che per ora ci vengono ufficialmente forniti, e che non sono aggiornati all’ultimo anno, dove il numero è cresciuto ulteriormente. Il rapporto è del Vaticano, quindi fonte ufficiale interna e i numeri sono da terremoto: tra il 2004 e il 2013 sono stati accertati 3500 casi di pedofilia con 884 sacerdoti allontanati. Gli 884 preti sono stati ‘cacciati’ dal Vaticano che li ha ridotti allo stato laico, insomma, comuni cittadini. Negli ultimi nove anni, sono stati 3.420 i casi giunti alla Congregazione per la Dottrina della fede, fondati su accuse credibili di abusi sessuali commessi da membri del clero contro minorenni. La maggioranza dei casi si riferisce agli anni ‘50, ‘60, 70’ e ‘80. Dal 2004, più di 3.400 casi credibili di abusi sono stati denunciati al Vaticano, di cui 401 nel solo 2013. Altre misure disciplinari sono state prese nei confronti di 2.572 sacerdoti. Tra le sanzioni minori ai 2.572 sacerdoti c’è anche l’imposizione a vivere il resto della vita in penitenza e preghiera, misura spesso usata quando il prete accusato è anziano o infermo. “Il punto più importante – ha spiegato la Santa Sede nel diffondere i dati – da fare entrare nella convinzione degli esperti è che la Chiesa, da una parte la Santa Sede, nel suo campo, e le Conferenze episcopali e la Chiesa in generale, da 10 anni sono sul fronte per combattere contro ogni abuso sessuale sui minori, per prevenire questo crimine, per aiutare le vittime e per punire anche chi è colpevole. Quindi, non vogliamo che rimanga fossilizzata la percezione che la Chiesa non abbia fatto abbastanza o che la Chiesa abbia cercato di evitare o che stia ancora evitando di affrontare il problema”.  E negli ultimi tempi sono molte le storie di preti finite tra filmati, intercettazioni e denunce. Raccontiamo le più eclatanti degli ultimi giorni.

Lo chiamavano “Don Euro”

Luca Morini, classe 1961, sacerdote della provincia di Massa Carrara, finito dritto in un servizio de Le Iene e già allontanato dal vescovo. Le aveva escogitate tutte per fare cassa e per usare i soldi per la “compagnia” di ragazzini maschi, cocaina, champagne e hotel a 5 stelle. Vendeva pure acqua benedetta (?) a caro prezzo, che poi era acqua che scendeva direttamente dal rubinetto. Don Luca che con i ragazzini si fingeva un importante giudice, spendeva migliaia di euro in cene a base di tartufo e soggiorni in hotel di lusso, e con escort maschili e cocaina. Basta fare un giro su internet e si trovano anche i filmati di don Luca che sniffa cocaina in mutande vicino a ragazzi che si prostituiscono, ragazzi che mostrano anche gli sms a luci rosse che ricevevano dal prete….

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