VOT sì… VOT no

RANICA

 

VOT sì… VOT no

La minoranza li vuole (come Torre Boldone e Alzano) per una Ranica più sicura, ma la sindaca ribadisce il suo “niet”

 

Il gruppo di minoranza “Progetto Comune” chiede da tempo l’istituzione a Ranica dei VOT, i Volontari Osservatori del Territorio che sono sorti anche nei confinanti Torre Boldone  Alzano Lombardo. Per tale motivo all’assemblea pubblica organizzata dal gruppo sono stati invitati i sindaci di Torre Boldone Claudio Sessae di Alzano Lombardo Camillo Bertocchi, che hanno illustrato tale iniziativa.

Il nostro gruppo è da sempre attento al problema della sicurezza e nel corso degli anni ha più volte sollecitato il Comune ad adottare iniziative per prevenire e contrastare il fenomeno della criminalità legata ai reati contro il patrimonio. Sin dal 23 dicembre 2011– spiegano all’unisono i consiglieri Giovanni Fumagalli, Giovanni Bertino, Giovanni Rotiniin seguito ad un furto avvenuto nella casa del parroco di Ranica e a due furti presso il bar del tennis, avevamo chiesto l’istituzione all’interno del Consiglio Comunale di un consigliere delegato alla sicurezza e il potenziamento dell’impianto di sorveglianza. A parte l’adesione al Progetto di videosorveglianza denominato ‘Thor’ realizzato dalla Comunità Montana,ad oltre due anni di distanza la maggioranza non ha ancora attuato nulla di concreto e ha solo annunciato che stanzierà 99.000 euro per il potenziamento della videosorveglianza nei luoghi pubblici e non nelle aree residenziali per contrastare i reati contro il patrimonio, come da noi chiesto. Nel frattempo, gli episodi relativi ai reati contro il patrimonio non sono diminuiti.Allarmante è stata la rapina avvenuta verso le 16 del 16 marzo 2017 presso la Banca Monte dei Paschi di Siena a soli 20 metri dalla Polizia Locale di Ranica e preoccupante è anche la tendenza dei cittadini a non denunciare più gli episodi di cui sono stati vittima alle forze dell’ordine, che molto spesso, anche per carenza di personale, non sono in grado di dare risposte efficienti ai bisogni dei cittadini. E’ opportuno, infatti, evidenziare che solo in una percentuale tra il 2% e il 5% dei casi di furto vengono individuati gli autori del reato.

Tutto ciò è sintomo del fatto che il controllo del territorio, tanto sbandierato dal sindaco Maria Grazia Vergani, in realtà non esiste, tant’è che i rapinatori hanno potuto agire indisturbati in pieno giorno a soli 20 metri dalla Polizia Locale”.

Ed è per questo motivo che il gruppo di minoranza, interrogandosi sulle possibili iniziative da intraprendere per garantire maggiore sicurezza ai cittadini, ha organizzato l’assemblea pubblica informativa sui VOT che si è svolta nelle scorse settimane.

Durante la serata, il sindaco Sessa e il coordinatore dei VOT di Torre Boldone Rino Tomasellihanno sottolineato come l’iniziativa fosse stata inizialmente osteggiata da alcuni esponenti delle opposizioni, ma alla fine i risultati conseguiti sono stati decisamente positivi: i furti nella case sono passati da 97 a 29, i furti di auto da 9 a 2, le rapine a persone da 3 a 0, le denunce totali da 119 a 34. I VOT, che hanno costituito un’apposita associazione di volontariato, sono dotati di pettorina catarinfrangente, torcia, visore notturno e telefonino con specifica applicazione per segnalare eventi sospetti alla Polizia Locale e alle forze dell’ordine. La loro attività principale è quella di camminare per le vie del paese, soprattutto nella fascia preserale, che è il periodo in cui prevalentemente si concentrano i furti in abitazione, per monitorare la situazione ed eventualmente segnalare alle forze dell’ordine episodi delittuosi. Il volontario, infatti, che è appositamente e attentamente selezionato dal comandante di Polizia Locale, deve astenersi dall’intervenire e deve unicamente limitarsi ad una segnalazione.

I VOT, inoltre, hanno una serie di ulteriori compiti, come ad esempio la segnalazione di episodi di vandalismo, la tutela del decoro urbano, la regolazione del deflusso degli alunni dalle scuole e il servizio di cortesia per ‘scortare’ i passeggeri che arrivano alla fermata della TEB nelle ore serali.

Il sindaco Sessa ha tenuto a precisare che lo strumento dei VOT è un’iniziativa apartitica che è stata molto apprezzata da tutti i cittadini, tant’è che è stata replicata anche in molte altre amministrazioni di centro sinistra, sia in Lombardia che in Emilia Romagna. Analoga soddisfazione è stata espressa dal sindaco Bertocchi, che ha introdotto i VOT alla fine del 2016 e grazie agli stessi è riuscito a monitorare aree pubbliche sensibili, come la fermata della TEB, e a debellare fenomeni di spaccio di sostanze stupefacenti. Alla luce delle relazioni pacate e convincenti dei due amministratori locali il consigliere Bertino ha auspicato che la sindaca di Ranica Maria Grazia Vergani, anch’essa presente in sala, potesse rivedere la sua contrarietà ad istituire anche a Ranica i VOT, posto che già ora sul territorio sono attivi i gruppi di cammino e la Protezione Civile, che potrebbero essere agevolmente integrati con i VOT. Ancora una volta, tuttavia, la prima cittadina ha manifestato la sua contrarietà all’iniziativa, che ritiene inutile.

A tale intervento aveva risposto Bertino, più volte interrotto sgarbatamente e violentemente da alcuni esponenti della lista di maggioranza, “Proposta Per Ranica”, tra cui il marito della sindaca (da notare che l’assemblea era stata organizzata dal gruppo di minoranza).

Purtroppo il contrasto dei reati contro il patrimonio non è una priorità delle Procure della Repubblica e delle forze dell’ordine, che, soprattutto per carenze strutturali e tagli di bilancio, non sono in grado di fronteggiare il fenomeno. Ad esempio, è capitato a qualche vittima di furto in abitazione di chiedere alle forze dell’ordine la rilevazione delle impronte digitali degli autori del reato e la risposta più comune che ci si è sentiti dare è: ‘forse lei ha visto troppi telefilm’. A fronte di tale situazione sarebbe opportuno che tutti gli amministratori locali, indipendentemente dal loro colore politico, chiedessero a gran voce alle Procure della Repubblica di considerare come una priorità il contrasto dei reati contro il patrimonio. E’ evidente che il dato statistico secondo cui solo nel 2% – 5% dei casi di furto vengono individuati gli autori di reato deve essere drasticamente migliorato.

 

 

 

 

RANICA

 

Giacomo Saccomandi lascia l’Assessorato al Bilancio

 

A 73 anni compiuti lo scorso mese di marzo, Giacomo Saccomandiha deciso di lasciare per motivi familiari la guida dell’Assessorato al Bilancio e Attività Commerciali e Produttive del Comune di Ranica. Nato nel 1944 a Pradalunga, Saccomandi è diventato assessore nelle Giunte guidate dai sindaci Giuseppe Seminati, Paola Magni e Maria Grazia Vergani, dei quali è stato il fidato braccio destro economico.

Fino alla nomina del suo successore (che è attesa da un momento all’altro) la delega al Bilancio sarà tenuta dalla prima cittadina, che sceglierà una persona esterna al Consiglio comunale. Anche Saccomandi era infatti un assessore esterno (non era cioè consigliere comunale).