VILMINORE – MEMORIA – Luciano e quei tre mandati insieme a Vilminore

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Era il 1988, un piccolo mondo antico, apparentemente immobile. Il muro di Berlino, l’Unione Sovietica sull’orlo di una crisi epocale mentre in Italia si susseguivano come niente fosse i governi del pentapartito. Insomma un altro mondo. Elezioni comunali a Vilminore. Due liste, la Democrazia Cristiana al solito e una lista concorrente chiamata di “Unità Democratica popolare”. Non c’era l’elezione diretta del sindaco, che veniva poi votato dal Consiglio comunale. Nella “nostra” lista c’era Luciano Bonicelli. Ebbe ben 377 preferenze personali. L’avevo contattato con poche speranze che accettasse. E invece ecco il suo sì, che si sarebbe rinnovato nel 1993 e nel 1997, tre volte eletto, tre volte in maggioranza. La sua presenza in Consiglio comunale “pesava” eccome, si portava il rispetto, la considerazione, il prestigio di uno che non solo aveva idee ma le sosteneva al punto da essere accettate anche dai consiglieri di minoranza. Sapeva interpretare il ruolo istituzionale con la dignità di chi ha grandi sogni (politici e sociali) ma anche la disponibilità e la capacità di affrontare e risolvere i bisogni contingenti e poi, come Machiavelli, svestiti i panni paludati, affrontare con caparbietà e a volte animosità (divertente per chi assisteva) la partita a carte, giù al bar. Gli avevo proposto di candidarsi a sindaco, dopo i tre nostri mandati, ma mi aveva risposto che avrebbe dovuto “cambiare carattere” ed era troppo avanti negli anni per farlo. Ma sarebbe stato un grande sindaco, essendo già di suo un grande uomo. Grazie di tutto, Luciano….

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