VILMINORE – LETTERA SULLO SPORTELLO DI PATRONATO INCA – Sfrattata dall’ufficio per “i dati sensibili”. Sotto i portici, le persone fuori al freddo

Svolgo come volontaria SPI CGIL, dal 2013, il mio servizio di sportello Inca, il patronato, per la sede di Clusone.

Ogni lunedì, dal 2013, raccolgo, per gli Scalvini, le pratiche per le richieste di invalidità, inabilità, pensioni, reversibilità, controllo del proprio stato contributivo, assegni familiari, verifica delle maggiorazioni sociali a cui si ha diritto. A fianco di questo servizio ogni anno, il Caf manda un suo impiegato a fare 730, e prima di Natale i Red o altre pratiche fiscali richieste. Ogni anno la CGIL, e credo ancora prima del 2013, fa la richiesta, alla comunità montana di poter aver un locale idoneo per lo sportello, e per le pratiche fiscali.

Da anni viene concesso l’utilizzo della sala ubicata accanto al salone delle udienze del Palazzo Pretorio, naturalmente quando è possibile, ed è libera (tanto che quest’anno, a maggio 2021, venne comunicato che non si poteva usare la sala il mercoledì per i 730, poiché in quel giorno si riuniva la giunta, e infatti il giorno venne spostato al giovedì).

Ogni anno, il lunedì mattina trovavo la sala aperta, mi mettevo in un angolo del grande tavolo e svolgevo il mio lavoro.

Improvvisamente, il 26 luglio, un lunedì, arrivo con le mie pratiche da restituire, o le nuove domande da accogliere, essendo stata alla sede di Clusone, e trovo la porta della sala CHIUSA A CHIAVE.

Chiedo all’impiegato della segreteria e mi sento dire che “in quella stanza non si può più entrare, perché non vogliono il presidente e gli altri” .

Rimango sbalordita, nessuno mi ha avvertito, nessuno mi sa dire dove devo andare, cosa devo fare, purtroppo quel lunedì è per me un giorno tristissimo, per motivi molto personali, e torno a casa, consegnando alcune ricevute che potrebbero venire a chiedere. Sono molto preoccupata, mi chiedo che cosa possa essere successo e cerco di informarmi e di accertarmi che non sono accusata di niente, che so, di aver danneggiato qualcosa, o trafugato carte. Vengo rassicurata su queste mie ansie, ma non abbastanza perché mi si dice che quella stanza rimarrà chiusa perché, intanto lo ha deciso la giunta e poi perché ci sono, fra le altre cose “i dati sensibili”, soprattutto non mi si dice dove posso continuare il mio lavoro.

Ma siamo alla fine di luglio, penso di aspettare che le cose si sistemino, magari dopo l’agosto, le ferie e le chiusure degli uffici…

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