VIGANO SAN MARTINO – Il caso “Protezione Civile” atto II… torna la polemica. “Amministrazione intenzionata a resettare tutto quello che è stato fatto in questi anni. Non sono i disertori ma un’intera comunità a rimetterci”

Con riferimento all’ultimo articolo di Vigano, vorremo far notare che l’Amministrazione comunale ed in particolare il sindaco sono avvezzi al…”.

Comincia così il testo di una mail inviata alla nostra redazione, sottoscritta da alcuni cittadini di Vigano San Martino. In pratica, si tratta delle stesse persone che alcuni mesi fa, in piena estate, ci avevano mandato una lettera particolarmente polemica nei confronti dell’Amministrazione comunale e in particolare del sindaco Alfredo Nicoli. Al centro della polemica c’era il gruppo locale di Protezione Civile, che aveva subito alcune defezioni. Il primo cittadino, insieme ai suoi assessori e consiglieri comunali, aveva poi risposto, sempre sulle pagine del nostro giornale.

Ebbene, in un’intervista del 23 ottobre, Nicoli aveva nuovamente toccato l’argomento, senza però voler sollevare nuove polemiche. Ecco cosa affermava il sindaco di Vigano: “Nonostante le uscite, è ancora un bel gruppo, perchè ci sono ancora 12 componenti. Tra l’altro, sta prendendo sempre più piede la polizza che noi abbiamo scoperto e che vale per tutto il volontariato, ma in particolare per la Protezione Civile. Avevamo infatti scoperto un’agenzia di Parma della Cattolica Assicurazioni che ha fatto una convenzione con la Regione Lombardia; la polizza proposta è conveniente, perchè ci fa risparmiare, e devo dire ci stanno seguendo i vari comuni e le varie associazioni della Val Cavallina, dopo che su Araberara era stata pubblicata la nostra risposta”.

Verso la fine del 2020 ci è poi arrivata la controreplica scritta dai “ribelli”: “Vi facciamo notare che i volontari non sono attualmente ancora 12, come invece vi è stato riferito, bensì erano 15 poi diventati ufficialmente 14 perché un volontario si è dimesso circa un mese fa. Gli altri due, invece, sono stati esclusi a priori dal primo cittadino, non figurando neppure nel nuovo gruppo di whatsapp, aperto il giorno stesso in cui si sono susseguite dimissioni di massa. Si tratta di un segnale antidemocratico e scorretto (…)…

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