VIAGGIO NEL CUORE DI TRESCORE/2 – “L’ospedale fondato nella prima metà dell’Ottocento, le monache trasferite per motivi…disciplinari”. Quando a Trescore c’era la Pretura, l’ufficio Imposte, il catasto…”

494

Nella scorsa puntata abbiamo fatto un tuffo nel passato, per riscoprire la storia del paese di Trescore. Eravamo partiti concentrando la nostra attenzione sulla chiesa di San Pietro Apostolo, unica nel suo genere, e sulla Via Locatelli, la più importante del paese. Successivamente, avevamo spostato il nostro sguardo sulla zona in cui, un tempo, passava il percorso del tram, per poi dirigerci verso le terme, o meglio i bagni, come era d’uso chiamarli una volta, una delle strutture più antiche conservate a Trescore. Abbiamo attraversato, poi, la frazione denominata “Canton”, dove oggi è presente la Villa Terzi e, successivamente, ci eravamo spostati nella vecchia frazione denominata la “Torre”. Il nostro viaggio era, poi, proseguito verso il colle Niardo, dove sorge il castello medioevale della famiglia Suardi. Senza dimenticarci delle soste presso la vecchia frazione denominata “Strada”, dove si trova il castello medioevale delle “Stanze”, sede della potente famiglia ghibellina dei Lanzi, e presso la frazione di Novale, dove si trova la bella villa di campagna della famiglia dei conti Suardi. La prima puntata era terminata così, un viaggio storico, dove i cambiamenti si sono susseguiti uno dopo l’altro e dove le sorprese non sono mancate. In questa seconda puntata, invece, vi porteremo, in primis, nella zone dell’ospedale, dove gli aneddoti non mancano di certo: “Nel corso dei secoli Trescore ha subito, come il resto del territorio bergamasco, diversi cambiamenti – spiega l’ex sindaco del comune di Trescore Mario Sigismondi L’ospedale è stato fondato nella prima metà dell’Ottocento, ma, precedentemente, era un convento dei frati Cappuccini e, prima ancora, un monastero di monache benedettine, probabilmente fatto costruire da Bartolomeo Colleoni, nel momento in cui decise di restaurare anche i Bagni.

SUL NUMERO DI ARABERARA IN EDICOLA DAL 6 GENNAIO

pubblicità