VIAGGIO FRA I COMMERCIANTI (3) – CASTIONE – Castione e la sua camera a gas Quindici negozi sfitti. E chiude il Caffè del Borgo

Una quindicina di locali vuoti. Negozi sfitti. Spazi con cartelli in vetrina che cercano acquirenti. Quindici nel giro di 400 metri, dal centro anziani al ponte. Una cifra spaventosa. Il centro di Castione si presenta così. Non si tratta per lo più di chiusure recenti, in alcuni casi i locali sono vuoti da tempo. Ma il ritratto attuale del capoluogo è impressionante. Soprattutto se confrontato con quanto avviene nelle frazioni: a Dorga, come ricordato da un ristoratore nel numero precedente del viaggio tra i commercianti, non esiste più uno spazio vuoto, ancora quest’estate hanno aperto due nuovi negozi. 

Ma la realtà dei due centri è completamente diversa. Da un lato (Dorga) la zona a traffico limitato, la passeggiata, i tavolini dei bar in strada. Dall’altro (Castione) un centro attraversato dalla strada provinciale, che nei periodi di affluenza turistica vede spesso la coda di auto scendere e salire. Ma di gente che si ferma qui ce n’è poca. Problemi che si trascinano da anni, viabilità e parcheggi, senza nessuna soluzione significativa data finora. Intanto i commercianti fanno fatica e tanti hanno deciso negli anni di abbassare la saracinesca. 

Caffè del Borgo

Alle chiusure già avvenute se ne aggiungerà a breve un’altra. Si tratta di un bar, il Caffè del Borgo. In vetrina il cartello di “Cedesi attività”. 

“Di difficoltà negli ultimi mesi ce ne sono tantissime – inizia a raccontare il proprietario, Aldo, con un accenno di sorriso carico di amarezza -. Il lavoro è andato così così, non c’è stata una grande ripresa se dobbiamo essere sinceri. Dopo la riapertura i primi giorni sono stati molto fiacchi, c’era qualcuno della zona, poi piano piano i turisti”. Che però nel centro di Castione stanno poco. “Castione è diventata solo una via di passaggio, non c’è più possibilità di fermarsi a far la spesa. Dimmi tu dove trovi un parcheggio… C’erano quattro parcheggi e hanno tolto pure quelli, forse sbaglierò io ma a me sembra così…”. 

Un passaggio di auto continuo, in molto giorni la coda ferma, ma per i commercianti del paese questo porta poco. “Macchine, tante macchine, questo sì. Poi quest’anno non ci sono state manifestazioni, non si può far niente, anche questo ha contribuito in negativo per noi. La sera qui non c’è nessun movimento, non esiste la movida. A Dorga hanno la strada chiusa, i locali mettono i tavoli all’esterno, qui c’è solo un casino di macchine”.

SUL NUMERO IN EDICOLA DA VENERDì 11 SETTEMBRE