‘versiAMO Araberara in un calice di poesia’

Spazio alla poesia con un ‘giudice’ d’eccezione, Ezio Merini, fratello di Alda Merini e esperto conoscitore di versi, poesie e poemi. Tutti quelli che vogliono mandare poesie e/o aforismi lo possono fare inviando il tutto a redazione@araberara.it inviando un massimo di due poesie, indicando nome, cognome e un recapito telefonico, tutte verranno pubblicate sul giornale, sull’araberara bergamasco e anche su quello bresciano e a fine maggio, Ezio Merini sceglierà tra tutte le poesie arrivate le prime tre che riceveranno un premio davvero particolare e una pergamena con la motivazione. Per essere pubblicate su questo numero le poesie sono state mandate entro martedì 30 marzo, per la pubblicazione sul numero del 23 aprile vanno invece mandate entro martedì 20 aprile, per la pubblicazione sul numero del 7 maggio vanno inviate entro martedì 4 maggio e per comparire sul numero del 21 maggio vanno inviate entro il 18 maggio. E poi a fine maggio verranno comunicati i nomi dei primi tre classificati…

“Anche i fiocchi di neve sono tutti diversi, ma non per questo si fanno la guerra”.

(Stefania Cotti Piccinelli)

Giornate fredde.
Vetri imbarazzati più per intimità che per umidità.
Nel gelido buio di un parcheggio improvvisato due bocche si sfiorano
si scambiano parole senza farle udire all’orecchio.
Le virgole
i punti
vengono suonati dalle dita tremanti che annusano delicatamente le forme del corpo altrui.
Un assaggio profondo di anima
il giusto piacevole gusto nell’assaporare la bontà dell’altro.
Timidi sospiri
lievi boccate d’aria
sono concesse solo nel momento di massimo bisogno.
Il resto del tempo
sempre poco
sempre sfuggente
è dedicato allo stuzzicante umido sapore di Luce vibrante
di zenzero e Primavera
che dalla bocca si espande sinuoso
fluente e profondo
attraverso midollo nervi e muscoli.
Capelli sciolti sulle spalle cullano inevitabilmente le guance che sfiorano.
Occhi socchiusi si aggrappano alla pelle dell’altro
delicatamente
poco alla volta
senza fare male
senza disturbare.
Il collo si inarca
si allunga
cerca l’abbraccio in torsione del gemello vicino.
I corpi alla deriva dei sensi accompagnano l’orchestra
ascoltano la sinfonia prodotta dal profondo
assecondano le direttive del cuore.

(Bardella Pablo)

SUL NUMERO IN EDICOLA DA VENERDI’ 2 APRILE