VALBONDIONE – Semperboni, dalla cittadinanza onoraria a Sgarbi al ritiro della patente: tutto in tre giorni. “Non frequento ignoranti, perché sono ignorante e voglio migliorare”

Walter Semperboni non è certo un tipo di quelli che si dimentica o che si fa dimenticare. E anche questa volta lascia il segno. Un doppio segno, un doppio fronte, dalla cittadinanza onoraria di Valbondione a Vittorio Sgarbi, con cui si è preso a pesci in faccia, o meglio insulti di tutti i tipi prima di diventare amici ed essere suo ospite a Sutri dove Sgarbi è primo cittadino al ritiro della patente per ‘guida in stato di ebbrezza’. Tutto in pochi giorni. E come sempre tutto ha provocato un’ondata di reazioni naturalmente agli antipodi una dall’altra, che quando c’è di mezzo Semperboni le vie di mezzo non sono contemplate. 

Cominciamo da Vittorio Sgarbi: “Una litigata furibonda via web – racconta Semperboni che si è fatto accompagnare in redazione da un amico – ce ne siamo dette di tutti i colori per via del covid, io ho perso mio padre e quando sento qualcuno parlare di negazionismo perdo il lume. Comunque siamo tutti e due tipi che si infiammano facilmente e quindi ci sta, poi ci siamo chiariti e mi ha invitato a Sutri per una manifestazione che aveva organizzato su Leonardo”. Detto fatto, Semperboni non si fa pregare, si organizza e parte, giusto subito dopo il fattaccio della patente ritirata: “Sono arrivato a Sutri, mi avevano prenotato un Agriturismo, la manifestazione era alle 21 – racconta Semperboni – cosi prima ne ho approfittato per fare un giro per il paese, davvero molto bello, poi ho preso posto dove mi avevano riservato lo spazio, ho conosciuto una coppia che era seduta vicino a me e abbiamo chiacchierato di politica, possono dire tutti quello che vogliono ma a me il confronto piace e piace ancora di più come quando scopro, come in questo caso, che la pensavano come me”. 

Sgarbi naturalmente ha monopolizzato la serata: “Una cultura immensa  – sorride Semperboni – ha raccontato Leonardo come nessuno sa fare”. Poi la cena insieme: “Mi ha chiesto come mai gli avevo scritto tutte quelle parolacce, beh, anche lui me le aveva scritte, poi abbiamo parlato di covid e di molte altre cose, conosceva Gandino, la Danza Macabra di Clusone e poi gli ho detto che c’era una cosa che sicuramente non conosceva, mi ha detto che era impossibile e gli ho parlato delle Cascate del Serio, le più alte d’Italia, non le conosceva, gli ho proposto di venire a visitarle e per l’occasione gli ho detto che se accettava potevamo assegnargli la cittadinanza onoraria. Ha detto subito di si e così ho portato la questione al mio gruppo che ha accettato”. Insomma, Sutri da ricordare. 

Un po’ meno quello che è successo qualche giorno prima: “Sono stato uno stupido”, Walter Semperboni se la prende con sé stesso: “So che a Valbondione ho i fucili puntati addosso da parte di qualcuno e io sono stato ingenuo. Ero a cena con amici, in paese, poi a fine cena alcuni di loro volevano finire la serata e hanno proposto di bere qualcosa in un bar del paese che io non frequento anche per ragioni amministrative, diciamo che so che li non sto molto simpatico. Ho detto quindi a loro che non entravo, mi hanno detto che mi portavano fuori una birretta, la bevevamo insieme e poi tutti a casa”….

SUL NUMERO IN EDICOLA DA VENERDI’ 25 SETTEMBRE