VAL DI SCALVE – LA STORIA – “Ho cominciato in una stanzetta con una piccola macchina, ora ho 140 dipendenti, importiamo manodopera da fuori valle”

1971

“Mi hanno rubato qualche anno ma fa niente…”. Ezio Ferrari, 65 anni, è sempre pronto alla battuta. Così cerca di nascondere, non ama la ribalta, la sua capacità imprenditoriale. L’azienda di famiglia ha ricevuto dal Comune di Vilminore un riconoscimento per i suoi… 40 anni di lavoro. Un lavoro che dà lavoro. “In realtà gli anni sono 44. Ho cominciato nell’aprile 1977”. Già, con un socio amico di Borno aveva cominciato in una stanzetta al pianoterra dell’ex ospedale di Vilminore, con una piccola macchina di stampa. Ma aveva lo sguardo lungo e in poco tempo ha avuto l’esigenza di espandersi. Dopo appena due anni si era installato nei locali dell’ex Forno fusorio di Dezzo e in società erano entrati due soci scalvini, il medico di Vilminore Eugenio Cressoni e l’imprenditore Alfredo Piantoni. “L’azienda era cresciuta al punto che ricevemmo (il plurale comprende il fratello Walter, sempre al suo fianco fin dall’inizio, determinante ed insostituibile) un’offerta da una grande azienda di Reggio Emilia che voleva… comprarci. Ma al momento di concludere ho rifiutato, non mi convinceva il loro piano industriale e così siamo andati avanti per conto nostro, ci siamo installati nell’area di Ponte Formello dove c’era all’epoca solo un capannone. Adesso l’area è tutta occupata da varie aziende, ma noi siamo stati il capofila. E in termini di occupazione siamo la prima azienda scalvina”.

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Ah, non abbiamo ancora nominato (veramente è già nel titolo) l’azienda: si tratta della “Graphicscalve”, adesso una S.p.a., che conta circa 140 dipendenti, di cui circa 80 nello stabilimento ormai storico di Vilminore di Scalve. Già perché alcuni anni fa si è acquistato un grande spazio a Costa di Mezzate, 10 mila metri quadri.

Ezio è difficile da intervistare, guarda avanti, già fatica a coniugare il passato remoto, il passato prossimo lo scavalca e più che al presente pensa già al futuro. “Capisci anche tu che la carta stampata è in difficoltà. E così abbiamo diversificato. In pratica stiamo lavorando contro noi stessi…”. In realtà si seguono i bisogni, le esigenze, domanda e offerta. Un imprenditore partito da zero che ha creato con l’aiuto determinante del fratello Walter e da qualche anno delle figlie, Alessandra e Silvia e dei nipoti, Antonio e Giovanni, un’azienda capace di stare sul mercato. E questo in Val di Scalve, dove sembrava perlomeno un azzardo mettere su una tipografia, apparentemente slegata da ogni tradizione economica locale. Eppure ha funzionato. “Oggi importiamo, come altre aziende, manodopera da fuori valle”.

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