VAL DI SCALVE Amarcord – NATA NEL 1981, MORTA NEL 2005 Un giorno spuntò la luna dalla 4 Matte. Nata come festa rock… Festa della luna: il racconto di chi la “fondò” e di chi la “affondò”

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I social network la stanno celebrando in questi giorni con un tam tam che allora era impensabile, perché facebook & c. non esistevano. Perché sono 10 anni che è morta “La festa della luna” al Pian di Vione di Colere. Morta dopo 25 edizioni.

Il tam tam era diverso, passava da cabine telefoniche a chat appena nate su rudimentali sistemi di vecchi pc al sempre gettonato passaparola. Festa della Luna. Colere. Un nome che anche a chi non ci è mai andato suona quasi familiare. “Ma scoprimmo che la chiamavano così un giorno alla Festa dell’Unità a Bologna. Quando abbiamo detto che venivamo da Colere, ci sentimmo dire, ah, il paese della Festa della luna. Ci siamo guardati, non l’avevamo mai chiamata così”. A raccontare quel fenomeno di massa che attraversò i continenti sono tre dei “fondatori” della festa. Hanno anche loro i capelli grigi e la leggerezza del tempo che stempera illusioni e passioni coltivate caparbiamente da giovani.

Denis Belingheri, Caio Belingheri e Gigi Bettineschi sono venuti giù dalla valle per raccontare “come sono andate davvero le cose perché tutti le raccontano confondendosi pòerfino nelle date”. Allora cominciamo dall’inizio. “La tre giorni di festa musicale, così l’avevamo chiamata, è nata per caso nel 1981. Era luglio. Noi della ‘Lambrasca’… come cos’è, era la nostra cùmpagnia. Devi sapere che Colere, ancora adesso, è tutto organizzato in compagnie. La nostra era nata da poco. Eravamo tutti dei fuoriusciti da altre compagnie del paese… Certo, ce n’erano almeno una quindicina, la prima mi pare fosse quella dei Ciak, ma poi c’erano i Sós, i Malmustùs, i Mosconi, i Fil de fèr, i Fanatici, i Nisqually, i Caretér, gli Aratros…”. Tutta la “gioventù del loco” insomma aveva il suo “nido”. “Certo, la sede la chiamavano così, ogni compagnia aveva la sua sede, avevamo le magliette, il logo…”. E in che cosa si distinguevano? “Facevamo i tornei di calcio, la sera ogni compagnia organizzava la serata, andava in un locale piuttosto che in un altro”. Tutte compagnie di maschi. “Ma poi le compagnie avevano anche le fans… Ma c’è una cùmpagnia di donne, le Dolci & Gabane…”.

Salvate per il rotto della cuffia le pari opportunità, torniamo a quel luglio 1981. “Avevamo invitato a Colere un complesso musicale di Carvico. Sono stati loro a lanciare l’idea. Pian di Vione era un posto ideale, a due passi dal paese, spazioso. Perché non organizzare una tre giorni di musica rock? E così a settembre c’è stata la prima edizione di quella che sarebbe diventata la Festa della Luna. Un disastro! Tre giorni di pioggia. Se ci sono state cento persone era tutto dire. L’anno dopo l’abbiamo organizzata a luglio, nell’ultimo fine settimana. Un disastro, è piovuto tre giorni anche quella volta e anche lì avremo avuto un centinaio di persone. Avevamo un palco dove suonavano i vari complessi, tutto gratis. Noi eravamo gli organizzatori, si facevano panini e qualcosa da bere e si sentiva musica…

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