Università di Bergamo: presentato il primo bilancio di genere di Ateneo: più studentesse che studenti

È stato presentato oggi  presso la sede di via dei Caniana il primo Bilancio di Genere dell’Università degli studi di Bergamo, redatto sulle linee guida CRUI al fine di contrastare le discriminazioni e promuovere l’uguaglianza di genere in Ateneo. Dall’analisi dei dati, il divario più significativo si trova nel personale tecnico e amministrativo (75% donne) e  alla direzione dei dipartimenti (71% donne). In aumento il numero di studentesse (+28,8%) rispetto agli studenti (+20,9%).

 È stato presentato oggi, martedì 13 luglio, presso la sede di via dei Caniana, il primo Bilancio di Genere dell’Università degli studi di Bergamo. Il documento, redatto dal comitato scientifico appositamente costituito nel luglio 2020, si basa sulle linee guida CRUI e si pone come obiettivo primario la promozione dell’uguaglianza di genere in Ateneo e l’integrazione di questa prospettiva nelle politiche strategiche dell’Università. In rappresentanza degli enti Provincia e Comune di Bergamo, presenti all’incontro Romina Russo, Consigliera Provinciale con deleghe alla cultura, politiche sociali, pari opportunità, Roberta Ribon, Consigliera di Parità della Provincia di Bergamo e Marzia Marchesi, Assessora del Comune di Bergamo con delega alle pari opportunità, ad attestare l’interesse che questo documento presenta non solo all’interno dell’Ateneo, ma anche per il territorio.

Il Rettore, Prof. Remo Morzenti Pellegrini, è intervenuto alla conferenza spiegando che, da parte dell’Ateneo orobico, “c’è una forte volontà di promuovere, nonostante la situazione particolarmente complessa, le pari opportunità e il contrasto alle discriminazioni, dedicando al tema risorse, azioni e interventi mirati”. Infatti, il Bilancio di Genere, che analizza la distribuzione di donne e uomini a tutti i livelli dell’Ateneo (studenti, personale docente, personale tecnico amministrativo e Governance) e monitora le azioni per favorire l’uguaglianza di genere e la distribuzione delle risorse per il raggiungimento dell’obiettivo, si colloca all’interno di un più ampio quadro d’insieme, che ha visto soprattutto negli ultimi tempi l’individuazione di una delega ad hoc per le politiche di equità e diversità, la nomina di una consigliera di fiducia e l’attivazione di numerosi progetti didattici e di ricerca sul tema.

Benché tali principi fossero già presenti nelle strategie della nostra Università, abbiamo ritenuto fondamentale formalizzare un piano sistematico di informazione, ricerca e propositività contro ogni forma di diseguaglianza che potesse intaccare l’articolazione della vita universitaria in tutti i suoi aspetti. Grazie alla mappatura del personale e della popolazione studentesca suddivisa per genere, esso ci offre uno stato dell’arte senza dubbio utile, che ci consente di veicolare efficacemente l’attenzione sulle possibili criticità, applicando ogni intervento futuro in difesa della parità e dell’inclusione in maniera ancora più mirata” ha aggiunto il Rettore, Remo Morzenti Pellegrini.

Per la realizzazione del Bilancio di Genere, nel luglio 2020, è stato costituito un comitato scientifico composto dalla Prof.ssa ordinaria Barbara Pezzini, Prorettrice alle politiche di equità e diversità, dalla Dott.ssa Michela Pilot, Direttrice Generale, dalla Prof.ssa associata Ilia Negri, Presidente Comitato unico di garanzia, dalla Prof.ssa aggregata Giovanna Galizzi, componente del Comitato unico di garanzia, esperta di BdG e – infine – dal Prof. associato Stefano Basaglia, esperto in Diversity Management. Il documento presentato dal comitato scientifico è stato approvato il 25 giugno 2021 dal Senato Accademico e dal Consiglio di amministrazione.

 I DATI

Il documento fornisce una panoramica della distribuzione di donne e uomini a tutti i livelli della carriera accademica, tra studenti, personale accademico, personale tecnico e amministrativo e organi di governo. La definizione degli indicatori di genere inclusi nell’analisi si è basata sulle linee guida CRUI. I dati di questa prima analisi di contesto, riferiti al 2019, saranno oggetto di periodico aggiornamento.

Il numero di studenti è cresciuto del 25% tra gli anni accademici 2017/2018 e 2019/2020. Le studentesse rappresentano il 63% della popolazione studentesca complessiva. L’aumento è stato leggermente superiore per le donne (28,8%) rispetto agli uomini (20,9%). Le donne sono principalmente iscritte ai settori dell’Istruzione, delle Lettere e delle arti, mentre gli uomini sono più presenti nei settori dell’ingegneria, della produzione e delle costruzioni. La stessa distribuzione si osserva tra i dottorandi. Per quanto riguarda le opportunità di lavoro, i laureati di sesso maschile hanno tassi di occupazione più elevati rispetto alle donne e percepiscono salari più elevati.

Tra il personale accademico, gli uomini rappresentano il 58%. Professori e ricercatori sono aumentati tra il 2017 e il 2019; le donne del 27% e gli uomini del 16%. Gli uomini rappresentano il 66% dei professori ordinari, il 59% dei professori associati, il 54% dei ricercatori e il 52% degli assegnisti di ricerca. Tra il personale tecnico e amministrativo le donne sono il 75% del totale. Considerando l’equilibrio tra lavoro e vita privata, solo il 65% delle donne è impiegato a tempo pieno, rispetto al 98% degli uomini. Gli organi di governo hanno presentato nel 2019 una composizione prevalentemente maschile. Rettore, Direttore Generale e Prorettore vicario  sono uomini (dal 2020 l’Ateneo ha, invece, una Direttrice Generale), i prorettori delegati sono prevalentemente uomini (57%). Il Senato Accademico presenta una distribuzione di genere equilibrata, mentre nel Consiglio di Amministrazione gli uomini rappresentano il 64%. Alla direzione dei dipartimenti prevale la presenza di donne, con il 71% di Direttrici di Dipartimento.

“Il mio consapevole e sincero ringraziamento è rivolto a tutti coloro che hanno preso parte a questo progetto, reale testimonianza della sinergia delle diverse componenti della nostra comunità e della loro determinazione ad agire in maniera concreta e fattiva contro le discriminazioni. Sono convinto che affineremo sempre più la nostra sensibilità e le nostre conoscenze in materia, fungendo da stimolo e da esempio alla società in senso lato” ha concluso il Rettore.