TRESCORE – La cittadina termale e il grigiore del secondo lockdown. Un viaggio tra commercianti e cittadini di Trescore, tra rabbia e preoccupazione. “Chiudo a gennaio e non riaprirò più… quest’anno è stato terribile per tutti…”

Cielo grigio su, foglie gialle giù, cerco un po’ di blu, dove il blu non c’è…”. Così cantavano i Dik Dik a metà anni Sessanta, ma questa sembra la colonna sonora di Trescore Balneario in questa grigia giornata novembrina, alla ricerca di un blu che non c’è.

Il lungo viale alberato che da Piazza Dante conduce alla chiesa parrocchiale e al palazzo comunale è semideserto. Un uomo e una donna avanzano lentamente, a braccetto e in silenzio, passeggiando sulle foglie gialle e rinsecchite. Sopra di loro, oltre il campanile e la maestosa cupola della chiesa, domina il grigio e l’atteso blu non si vede. Già, sembra fatto apposta… una giornata grigia incastonata in un periodo grigio, triste, denso di pessimismo.

È sabato mattina, sono le 8 e il centro della cittadina termale è ancora infreddolito e assonnato, il municipio è silenzioso e anche la via che porta all’ospedale è deserta. Poi, ad un certo punto, si sentono alcune voci, prevalentemente femminili… SUL NUMERO IN EDICOLA DA VENERDI’ 20 NOVEMBRE